Perovskite quantistica: il materiale del futuro capace di dimenticare come il cervello umano

Perovskite quantistica: il materiale del futuro capace di dimenticare come il cervello umano

- in Scienza, Tecnologia
422
0

Un team di nanoscienziati ha realizzato un composto sintetico che si adatta ai cambiamenti e capace di “dimenticare” le informazioni inutili e lavorare in maniera più efficiente, proprio come fa il cervello umano.

Nonostante la capacità di calcolo dei computer in questi ultimi anni sia aumentata a vista d’occhio non si può negare il fatto che rimangono comunque i sistemi biologici come il cervello umano le “macchine” più efficienti nell’apprendimento. Mettere a punto dunque dei materiali capaci di accumulare, organizzare e poi scartare le informazioni superflue, proprio come fa la memoria umana, sarebbe un grande balzo in avanti che consentirebbe di ottenere computer sempre più potenti ed al contempo flessibili.

Ed è proprio al cervello umano ed alla sua innata capacità di dimenticare che un team di nanoscienziati statunitensi si è ispirato per realizzare un nuovo tipo di materiale di natura non biologica capace di “scordare” le informazioni inutili adattandosi via via agli input ricevuti. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, i ricercatori dell’Argonne National Laboratory hanno potuto dimostrare, tramite delle simulazioni computerizzate e caratterizzazione ai raggi x, che il nanomateriale da loro creato, denominato Perovskite Quantistica, possiede la medesima capacità di dimenticare di una mente umana, anche se in versione elettronica.

Il cervello umano possiede una capacità molto vasta ma non illimitata, pertanto per funzionare al meglio necessita di disfarsi di informazioni non più utili e di desensibilizzarsi in presenza di uno stimolo ricorrente. Un esempio rappresentativo potrebbe essere quello di un bambino che prova ad affrontare per la prima volta uno scivolo “pericoloso” in un parco acquatico: dopo la tensione e la paura della prima volta, col ripetersi dell’esperienza la discesa sarà sempre meno spaventosa.

Anche il materiale realizzato dal gruppo di ricercatori ha mostrato una capacità di adattamento simile. Quando al lattice in perovskite si rimuove o aggiunge un protone, la sua struttura atomica si contrae o si espande in maniera vistosa per adattarsi al cambiamento, come se “respirasse”. Se però il processo viene ripetuto più volte, il materiale si desensibilizza e la sua risposta si riduce: la sottrazione o l’aggiunta di un protone non lo fa “spaventare”, per dirla in termini umani, anzi, finisce col disinteressarsene del tutto.

Cristallo di perovskite

Questa straordinaria capacità di adattamento ha ripercussioni sulla proprietà della perovskite di resistere alla corrente elettrica e dunque sul suo utilizzo in campo energetico. Questa scoperta potrebbe essere la base di partenza per creare in futuro forme sempre più efficienti di intelligenza artificiale, con una capacità di apprendimento ed adattamento uguale o molto simile al cervello umano.

Il Team di Breaknotizie

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Codacons: altro che crisi, affari per 8 miliardi di euro per astrologi e maghi

Il settore dell’occulto non conosce crisi in Italia: