Perché non tassare le importazioni e valorizzare il prodotto “Made in Italy”?

Perché non tassare le importazioni e valorizzare il prodotto “Made in Italy”?

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Tassare le importazioni per il bene del nostro Paese. Potrebbe davvero essere utile, oppure no?
Una proposta di questo tipo potrebbe sembrare improbabile, perfino nazionalistica, eppure i principi al fondo di questa idea non sono affatto scorretti.

E’ certamente vero che la globalizzazione riguarda tutti i Paesi, dunque la stessa Italia effettua molte esportazioni in Europa e nel mondo, ma il danno che le importazioni causano oggi alla nostra economia, soprattutto quelle che puntano sul ribasso dei prezzi piuttosto che sulla qualità, è davvero notevole.

I settori produttivi che non hanno saputo reggere dinanzi alla doppia minaccia della crisi economica e della concorrenza straniera, d’altronde, sono tantissimi.

Il concetto di Made in Italy, peraltro, ricorre in modo pressochè costante laddove si parli di esportazioni e di competitività dell’economia italiana nel mondo, tuttavia l’impressione è che la qualità dei prodotti nostrani non sia sufficientemente valorizzata nei confini nazionali.

In un periodo di crisi economica, oltretutto, è verosimile immaginare che molti cittadini abbiano maturato una maggiore consapevolezza come consumatori, e sarebbero dunque ben lieti di preferire i prodotti di imprese italiane, che danno lavoro a italiani, piuttosto che di realtà straniere.

Non si sta parlando, ovviamente, di vietare le importazioni, ma semplicemente di prevedere una tassa, la quale peraltro potrebbe consentire di alleggerire le alte imposte che gravano sui cittadini italiani.

Obiettivamente, immaginare la realizzazione di una soluzione di questo tipo è piuttosto difficile, tuttavia tassare le importazioni potrebbe realmente avere dei risvolti molto positivi per le imprese italiane, dal piccolo agricoltore alla grande industria.

Il team di BreakNotizie

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