Per il viaggio in Africa di Papa Francesco gli avvertimenti dei servizi segreti francesi

Per il viaggio in Africa di Papa Francesco gli avvertimenti dei servizi segreti francesi

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Il recente viaggio di Papa Francesco in Centrafrica era stato preceduto da un avvertimento che la Santa Sede aveva ricevuto dagli 007 francesi, nel quale si parlava di un alto rischio sia per la sicurezza del Pontefice che delle folle che lo avrebbero accolto al suo arrivo e nei giorni seguenti. Si temeva soprattutto la possibilità che qualche attentatore jihadista potesse farsi esplodere tra la folla.

Secondi i servizi francesi questa minaccia era concreta e per questo, nel loro avvertimento alla Segreteria di Stato del Vaticano, parlavano di rischio “non irrilevante”. Nella scala di pericolosità, il grado di rischio maggiore era assegnato al 29 novembre, giorno in cui Papa Francesco ha aperto, a Bangui, il Giubileo per l’Africa. Il Paese, infatti, è classificato dai servizi francesi “altamente insicuro”, per quanto riguarda la sicurezza.

La visita del Papa ha toccato il Kenia, l’Uganda e la Repubblica Centrafricana e si è svolta dal 25 ottobre al 20 novembre ma le minacce dell’Isis non hanno comunque portato a modifiche nel programma stabilito dal Vaticano. Prima della partenza per l’Africa la Santa Sede ha diffuso due videomessaggi di Papa Francesco nei quali il Pontefice ha sottolineato che il suo è il viaggio di un messaggero di pace, che si reca in questi Paesi per promuovere, senza nessuna distinzione di religione né di etnia, il rispetto tra tutti i popoli, la comprensione e la pace.

Papa Francesco ha individuato come momento speciale quello dell’incontro con i giovani, che anche nel continente africano, come nel resto del mondo, sono la principale risorsa, per la speranza di un futuro senza guerre, ma con pace, progresso e solidarietà tra i popoli. Il Pontefice ha anche espresso il desiderio che il dialogo interreligioso prosegua nell’ottica di una convivenza pacifica tra i fedeli di tutte le religioni, non solo in Centrafrica, ma in tutto il continente africano.

Una delle tappe del viaggio di Papa Francesco lo ha portato in Kenya, dove alla Nunziatura di Nairobi ha presieduto un incontro interreligioso ed ecumenico. In un’altra tappa, a Namugongo, in Uganda, ha visitato il santuario dei martiri anglicani, e in Centrafrica si è recato in una moschea, a Koudoukou, proprio prima di tornare in Italia.

Durante il viaggio di ritorno dal Centrafrica, a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma, Papa Francesco ha tenuto una conferenza stampa nella quale non ha fatto solo il punto sul suo viaggio, ma ha trattato anche altri argomenti, tra i quali il caso “Vatileaks 2”. A questo proposito il Pontefice ha dichiarato che continuerà nell’opera di “pulizia” che era stata iniziata dal suo predecessore, Papa Ratzinger, la cui elezione era stata proprio contro la corruzione. Un’opera, ha continuato Bergoglio, che sarà portata avanti con l’aiuto dei cardinali e delle varie commissioni che sono state istituite proprio per questo. Intanto il processo è stato rinviato e riprenderà il prossimo 7 dicembre, proprio il giorno prima dell’inizio del Giubileo.

La visita di Papa Francesco in Africa ha avuto come caratteristica principale quella di un viaggio “d’amore e di speranza”, e il Pontefice ha voluto chiuderlo con un’esortazione forte e chiara, pronunciata nell’omelia della messa che ha celebrato a Bangui nello stadio Barthélémy Boganda. Il Papa ha rivolto a tutto il continente africano, ancora martoriato da guerre e povertà diffusa, un messaggio ricco di speranza: “Ciascuno di voi è chiamato a essere, con la perseveranza della sua fede e col suo impegno missionario, artigiano del rinnovamento umano e spirituale del vostro Paese”: un monito che voleva raggiungere non solo i cristiani del Centrafrica che lo stavano ascoltando in diretta sotto il palco ma tutto il continente.

Nel suo discorso di benvenuto al Santo Padre, Catherine Samba-Panza, presidente della Repubblica Centrafricana, aveva sottolineato che la presenza del Papa in Centrafrica è una vittoria della fede contro la paura, che in questi ultimi tempi è andata aumentando in tutto il mondo e che la lezione di coraggio e determinazione data dal Pontefice è un insegnamento per tutti.

Il team di BreakNotizie

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