Per diventare pizzaioli servirà il diploma: le novità del Ddl

Per diventare pizzaioli servirà il diploma: le novità del Ddl

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Fonte immagine: http://www.newslavoro.com/category/pizzaiolo/

È diventato subito oggetto di polemiche il Ddl sui pizzaioli, che impone il diploma per poter svolgere l’attività. Protestano le associazioni dei pizzaioli

Il nuovo decreto legge riservato ai pizzaioli prevede che questi ultimi conseguano un diploma per poter esercitare la professione: il corso sarà di 120 ore complessive, 30 delle quali destinate alle lingue straniere e 20 a scienze dell’alimentazione. Una volta concluso il percorso di studio, i candidati-pizzaioli dovranno sostenere un esame teorico e uno pratico di fronte ad una commissione che deciderà se vi sono i presupposti per il rilascio del diploma di pizzaiolo. Tale titolo diventerà una condizione indispensabile per poter svolgere l’attività.

Dure le proteste da parte dell’Apn (Associazione Pizzaioli Napoletani) e dell’Upi (Unione Pizzaioli Italiani) di fronte al nuovo decreto legge che, per inciso, costerà alle casse pubbliche circa 5 milioni di euro. Nato per volere delle stesse associazioni affinché venisse riconosciuta ufficialmente una professione che al momento non lo è, in sostanza il pizzaiolo è un lavoratore fantasma (nonostante in Italia siano oltre 100 mila le persone che svolgono questa attività).

Il decreto legge in questione, però, si riduce in pratica ad una nuova tassa da pagare per chi vuole lavorare e alla nascita di un nuovo ordine: una volta ottenuto il diploma obbligatorio, infatti, sarà necessario iscriversi ad una sorta di ordine dei pizzaioli e, ovviamente, l’iscrizione sarà a pagamento. Inoltre se si è privi di tale diploma, non si potrà svolgere l’attività, ragion per cui le pizzerie attualmente operative potrebbero vedersi costrette a chiudere se i pizzaioli non regolarizzeranno la loro posizione agli occhi dello Stato. Ecco perché le associazioni di categoria hanno dichiarato che “la pizza è morta” con questo Ddl.

Una simile legge, infatti, darà vita ad una casta della pizza – così come avviene in molte altre professioni regolamentate allo stesso modo – che secondo le associazioni di categoria finirà per “regalare a pochi soggetti il business incredibile della formazione e del riconoscimento”, come spiega il presidente dell’Apn Sergio Miccù. Una legge, fra l’altro, che si ripete uguale da almeno un decennio in un interminabile e per certi versi ridicolo copia-incolla di proposte altrui, ripresentate senza mai vedere la luce. E, viste le critiche sollevate anche da quest’ultima versione, pure stavolta non sarà affatto semplice.

Il team di BreakNotizie

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