Pensionato suicida a Civitavecchia: nella lettera d’addio le accuse alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio

Pensionato suicida a Civitavecchia: nella lettera d’addio le accuse alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio

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Nonostante il fatto risalga ad alcuni giorni fa, il suicidio di un pensionato di Civitavecchia (Roma) che aveva perso una somma pari a 100mila euro, dopo averla affidata alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, ha riportato prepotentemente d’attualità il tema della tutela dei piccoli risparmiatori e degli ‘obbligazionisti deboli’.

La vicenda del 68enne Luigino D’Angelo è balzata agli onori delle cronache nazionali dopo che ‘Etruria News’ ha dato la notizia della sua tragica morte, tanto da riaccendere il dibattito a proposito del decreto legge 183 dello scorso 22 novembre: il cosiddetto ‘Salva Banche’ era stato infatti varato dal Governo per azzerare il valore di azioni e obbligazioni subordinate di quattro istituti di credito in crisi, tra cui la stessa Banca dell’Etruria.

Un lungo messaggio, salvato nel suo personal computer all’insaputa di tutti, oltre che un vero e proprio ‘j’accuse’ al sistema bancario italiano in cui si parla del ‘calvario’ patito prima di togliersi la vita: secondo la testata locale ‘Etruria News’, è quanto ha scoperto la moglie di Luigino D’Angelo, il 68enne suicidatosi lo scorso 28 novembre dopo aver perso una somma di quasi 100mila euro, affidati dalla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. La lettera, rinvenuta solo nelle ultime ore, non è stata firmata ma spiega le motivazioni del gesto dell’ex operaio dell’Enel, devastato dall’aver visto andare in fumo ‘i risparmi di una vita a causa del decreto legge che ha portato all’azzeramento delle mie obbligazioni’. Nelle missiva scritta prima di impiccarsi, D’Angelo parla apertamente di ‘truffa organizzata’ e si dice ignaro di aver investito tutti i suoi risparmi nelle famigerate ‘obbligazioni subordinate’ che gli esperti classificano come rischiose, in quanto hanno natura diversa da un semplice prestito.

Dopo il ritrovamento della lettera, la Procura di Civitavecchia ha deciso di aprire un’indagine per ‘istigazione al suicidio’ anche se, al momento, non risulterebbe alcun indagato. Tuttavia, il caso è subito diventato di dominio nazionale e ha scatenato le reazioni sdegnate da parte di alcune associazioni di categoria e di diversi esponenti del mondo politico. Solidarietà alla famiglia D’Angelo è stata espressa non solo da parte dell’Adusbef (Associazione per la Difesa degli Utenti dei Servizi Bancari e Finanziari) e della FederConsumatori, ma anche dal gruppo ‘Vittime del salva-banche’; il Codacons ha invece presentato un esposto alla Procura di Civitavecchia, volto soprattutto ad accertare ‘eventuali responsabilità da parte di soggetti terzi’. Al centro del dibattito, inoltre, è finito lo stesso decreto ‘Salva Banche’ varato dal Governo che, secondo alcuni, non sarebbe ‘compatibile con le norme penali e con la Costituzione’.

Chi ha apertamente parlato di ‘suicidio di Stato’, puntando il dito contro l’azione dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi, è stato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Secondo il segretario del Carroccio, l’intervento a favore degli istituti di credito in liquidazione coatta amministrativa denoterebbe il disinteresse del Governo nei confronti dei risparmiatori: in un post su Facebook, inoltre, Salvini ha chiesto le dimissioni immediate di Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, e ha annunciato che prossimamente sarà ad Arezzo per incontrare ‘i risparmiatori fregati dalla Banca dell’Etruria’.

Il team di BreakNotizie

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