Parigi, 13 novembre 2015: ecco la versione di Ken O’Keefe

Parigi, 13 novembre 2015: ecco la versione di Ken O’Keefe

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L’agente della Marina degli Stati Uniti d’America Ken O’Keefe, in occasione di un’intervista a Press TV Live, ha spiegato la sua opinione in merito agli attacchi terroristici dello scorso 13 novembre a Parigi. O’Keefe ha rilasciato l’intervista collegandosi dagli studi di Teheran ed è stato affiancato da Rodney Martin, un ex membro del Congresso degli Stati Uniti, in diretta, invece, da Los Angeles. Ma vediamo cosa ne pensa Ken O’Keefe dei sanguinosi fatti di Parigi.

La domanda posta dal giornalista a O’Keefe è stata piuttosto chiara ed ha palesato il dubbio di moltissime persone che hanno assistito passivamente alle ore di terrore vissute in Francia: che gli attentati siano un chiaro segnale nei confronti degli Stati che stanno appoggiando l’ISIS nella guerra in Siria? Dal canto suo, O’Keefe non ha esitato a confermare tale versione ed ha aggiunto che, a suo parere, l’ISIS potrebbe essere la conseguenza dell’alleanza tra gli Stati occidentali e Paesi come l’Arabia Saudita o la Turchia. Secondo O’Keefe, i Paesi occidentali, non solo forniscono la copertura politica e l’assistenza militare all’Arabia Saudita ma, addirittura, creano le condizioni per consentire a tale Stato di trattare con i ribelli dell’ISIS.

A tale proposito, O’Keefe ricorda che, prima dell’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, Al Qaeda non esisteva. Anche in Libia, fino a che non è stato abbattuto il regime di Muʿammar Gheddafi, non vi era alcun genere di cellula terroristica. Ken O’Keefe sembra essere anche piuttosto sicuro in merito al fatto che proprio l’Occidente ha addestrato molti ribelli in Giordania ed in Turchia. In buona sostanza, l’idea che l’Occidente stia combattendo l’ISIS, secondo O’Keefe, è a dir poco ridicola. Dietro a tale assurda manovra geo-politica pare ci siano importanti interessi economici che vanno al di là del bene comune dell’intera umanità. Durante l’intervista, Ken O’Keefe ha anche ipotizzato che ISIS potrebbe essere l’acronimo di Israeli Secret Intelligence Service.

A confermare la sua ipotesi potrebbe esserci il fatto che proprio Israele non è mai stato un obiettivo dei terroristi pur essendo uno snodo cruciale per tutto il Medio Oriente. Che l’obiettivo degli attacchi di Parigi sia quello di creare una sorta di ‘islamofobia’ dilagante e quanto mai difficile da arginare? Probabilmente sì. O’Keefe si è anche soffermato sul ruolo della Russia nella lotta al terrorismo ed ha palesato il fatto che, a seguito dell’intervento militare messo in atto dal Cremlino, sono stati molti i cosiddetti ribelli a gettare le armi ed a darsi alla fuga. Ma cosa c’è nei piani dell’Occidente? Non è da escludere che l’idea potrebbe essere quella di dare forma ad un vero e proprio scontro di civiltà in modo tale da destabilizzare l’area mediorientale.

Per concludere, O’Keefe palesa un dubbio del tutto legittimo: perché l’Iran, considerato dall’Occidente la minaccia più temibile, non è nel mirino dei terroristi dell’ISIS? Stando alle sue parole, l’Iran non si è mai piegato alle politiche occidentali. Al contrario, ha sempre tentato di combattere il vero terrorismo accogliendo profughi di ogni nazionalità e, soprattutto, di ogni religione. Che la verità sia diversa da quella che i media di tutto il mondo ci vogliono imporre?

Il team di BreakNotizie

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