Papa Francesco e le unioni civili: nessuna confusione con la famiglia voluta da Dio

Papa Francesco e le unioni civili: nessuna confusione con la famiglia voluta da Dio

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A pochi giorni dall’approdo del DDL Cirinnà, che interviene sui diritti e i doveri delle coppie omosessuali che decidono di unirsi in un vincolo “matrimoniale”, Papa Francesco interviene precisando le posizioni della Chiesa.

L’intervento di Papa Francesco sulle unioni civili arriva in un clima già abbastanza teso, a rafforzare la tensione è anche la sede scelta, infatti, ha parlato dell’argomento all’apertura dell’anno giudiziario della Sacra Rota, tribunale il cui compito è prevalentemente quello di decidere su validità e nullità delle nozze. Papa Francesco ha precisato che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e altri tipi di unione. Ribadisce che la famiglia è fondata sul matrimonio, lo stesso è un legame indissolubile, finalizzato alla procreazione e appartiene al “sogno” di Dio e porta alla salvezza dell’umanità. Si deduce che per il Papa le unioni civili comunque non costituirebbero una famiglia.

Nel prosieguo del discorso Papa Francesco ha precisato che il matrimonio non è un legame destinato a pochi, ma un legame per tutti i fedeli battezzati. Precisa che gli elementi essenziali del matrimonio sono l’unità, quindi l’impossibilità di congiungersi a nuove nozze finché resta valido il precedente vincolo matrimoniale, indissolubilità, la prole, il bene dei coniugi e la sacramentalità. Passaggio importante perché gli omosessuale non possono ricevere il sacramento del matrimonio. È inessenziale, invece, l’effimero che spesso molti perseguono.

Nessun conflitto quindi con la posizione già espressa dal cardinale Bagnasco che presiede la Conferenza Episcopale Italiana. Lo stesso aveva già dato la propria benedizione al family day indetto per il 30 gennaio, si tratta di una manifestazione volta al ritiro del DDL Cirinnà. Bagnasco ha sottolineato la finalità perseguita è giusta perché mira a difendere le fondamenta della famiglia.

Non manca chi di fronte alle parole di papa Francesco si chiede quali reazioni ci sarebbero state se a parlare fosse stato Papa Ratzinger, Benedetto XVI, probabilmente sarebbe stato accusato di ingerenza, mentre di fronte a Papa Francesco parte della sinistra che lo aveva acclamato, ora si sente persa. Molta attesa anche la reazione dei conservatori che avevano accusato il Papa di porre in essere un comportamento teso a scardinare l’istituto della famiglia.

D’altronde arrivano già consensi anche da parte di alcuni esponenti politici alla stessa manifestazione. In primo luogo l’adesione di Alfano, ministro dell’Interno, che ha sottolineato che il suo ruolo di tutore dell’ordine pubblico, soprattutto in occasione di manifestazioni, gli impone di essere fisicamente altrove, ma con la mente e con il cuore sarà presente al family day. Più defilata Debora Serracchiani, vice segretario del PD e presidente della regione Friuli Venezia Giulia. La stessa afferma che il DDL Cirinnà non è più rinviabile, occorre ricordare che la sentenza della Corte di Strasburgo del luglio 2015 impone di riconoscere diritti alle coppie omosessuali, ma vi è tutta l’intenzione di non lasciare cadere nel vuoto le parole di papa Francesco. Sulla stepchild adoption o semplicemente adozione del figlio del coniuge, nodo cruciale delle polemiche, afferma che è intenzione inserire un passaggio obbligato davanti al tribunale dei minorenni. Ciò perché è fondamentale rispettare i bambini che in alcun modo devono essere discriminati.

 

Il team di BreakNotizie

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