Ottobre: la cucina si tinge di… arancione

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Ottobre in cucina: zucche, meloni e cachi! Ecco come utilizzare questi ingredienti di stagione ricchi di vitamine

L’arancione è il colore dell’autunno, con le foglie che si tingono di colori accesi e verdura e frutta che rallegrano la tavola. È un colore che comunica vitalità, ottimismo e buonumore. Frutta e verdura di questa tonalità sono ricche di vitamina Cflavonoidibetacarotene e zinco: un toccasana per l’organismo, oltre che un piacere per il palato. I protagonisti indiscussi in questo caso sono tre: la zucca, il caco e il melone.

Zucca, regina ipocalorica

La zucca in Italia si coltiva soprattutto in alcune regioni settentrionali e rappresenta l’ingrediente base di numerose ricette. Si tratta di un ortaggio molto leggero: 100 g di prodotto apportano solamente 18 calorie, grazie anche all’elevato contenuto di acqua, pari al 95%. Della zucca non si butta via nulla: si può consumare la polpa, cruda o cotta, i semi ed anche la buccia. Si presta a diversi tipi di cottura: al forno, stufata, al vapore e lessata. La polpa può essere frullata previa cottura per ottenerne una purea o una vellutata, oppure può essere centrifugata per ricavare il succo, perfetto da bere digiuni al mattino per avere una carica di vitamine.

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Semi e buccia: non si butta via nulla

semi di zucca invece, una volta lavati e lasciati ad essiccare oppure tostati costituiscono un ottimo spuntino a metà mattina o di pomeriggio, oppure si possono impiegare per arricchire vellulate ed insalate. La buccia, infine, tagliata a tocchetti e stufata con poca acqua si riduce ad una crema, divenendo un ripieno ideale per la pasta fresca oppure per aggiungere un tocco in più a torte salate e minestre. La zucca deve essere conservata in luogo fresco ed asciutto e tagliata a pezzi può persino essere congelata. Le varietà da prediligere per l’impiego in cucina sono la Marina di Chioggia e la Mantovana, pregiate ed adatte per risotti, ripieni e vellutate. La varietà Piacentina ha una consistenza più compatta mentre la Butternut, dall’aspetto rugoso e dal gusto che ricorda le nocciole è perfetta per essere consumata ripiena.

Cachi, gioielli d’autunno

Questo frutto è originario della Cina e del Giappone, ma è diffuso da tempo anche nel Mediterraneo. Possiede una buccia liscia che ricopre una polpa molto zuccherina e morbida. Il caco, dopo la raccolta, deve essere ammezzito, cioè lasciato maturare in modo da perdere l’alto tasso di tannini. Vi sono qualità di cachi dalla polpa morbida o soda, caratteristica che non va confusa col grado di maturazione del frutto, che deve essere consumato sempre molto maturo in modo da non “legare” la lingua. Le varietà più conosciute nel nostro Paese sono il Vaniglia della Campania, il Loto di Romagna, il Misilmeri della Sicilia ed il Suruga, particolarmente duro. Tra le varietà asiatiche il più conosciuto è il Fuyu, detto anche Cacomela, che non necessita dell’ammezzimento, dalla polpa soda e meno dolce.

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Melone, dolcezza inaspettata

Si è soliti associare questo frutto all’estate, in realtà è presente anche in autunno e in parte dell’inverno. Polpa succosa, colore che verte dall’arancio nelle varietà estive, sino al bianco-giallo e al verdino per le varietà invernali, da ottobre a dicembre. Il melone si consuma principalmente fresco, dopo averne rimosso la buccia e si può mangiare come semplice frutta oppure come classico antipasto, accompagnato dal prosciutto crudo, oppure in aggiunta a macedonie di frutta e per preparare confetture, frullati, gelati e sorbetti. La varietà più conosciuta di questo periodo è il Piel de Sapo, coltivata soprattutto nella penisola del Sinis, in Sardegna. Dalla buccia liscia e sottile, questo tipo di melone si conserva a lungo e ha un gusto leggermente vanigliato, la polpa bianca mielata ed una consistenza croccante.

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Il Team di BreakNotizie

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