Oscar Pistorius e i domiciliari inaspettati

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Non sono trascorsi neanche tre anni dalla morte dell’allora fidanzata Reeva Steenkamp e Oscar Pistorius, autore della sua scomparsa, è già pronto per lasciare il carcere e terminare la sua pena ai domiciliari.

Pistorius, noto atleta paralimpico che nel corso della sua carriera ha collezionato innumerevoli riconoscimenti e medaglie sui cento, duecento e quattrocento metri piani, la notte di San Valentino del 2013 uccise la sua compagna Reeva, sua convivente, con alcuni colpi di pistola. Secondo la difesa i colpi mortali sarebbero partiti accidentalmente in quanto Oscar, convinto della presenza di un ladro in casa, agì esclusivamente per legittima difesa. L’accusa ed i familiari della ragazza, invece, sono convinti della deliberata volontà di compiere il gesto omicida.

La sentenza di primo grado del processo, che vede imputato Pistorius da più di due anni e mezzo, ha confermato la tesi della difesa ed ha posto l’atleta in una posizione meno grave rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Pistorius, infatti, in carcere da circa un anno, ha ricevuto una condanna complessiva di cinque anni di reclusione per un omicidio considerato ‘solo’ colposo. Inoltre, con grande scandalo e clamore, il giudice ha disposto la possibilità di scontare la pena residua ai domiciliari, scatenando l’ira dell’accusa e dei familiari della giovane Reeva, evidentemente risentiti.

L’intera vicenda processuale, però, sembra non essere affatto conclusa ed il prossimo 3 novembre è fissata la prima udienza del processo d’appello durante il quale le sorti dell’atleta paralimpico potrebbero essere diametralmente rovesciate. Il rischio maggiore, infatti, è che il prossimo processo possa riconoscere la presenza di un omicidio volontario, facendo di fatto lievitare i pochi anni di condanna attualmente assegnati. Intanto il Parole Review Board, l’organismo attuativo delle scarcerazioni anticipate e delle condizionali dello Stato del Sudafrica, ha dato l’avvio ai domiciliari di Pistorius con decorrenza a partire dal decimo mese di detenzione, ovvero un sesto della pena complessiva di cinque anni, così come previsto dalla legge locale.

In un primo momento la detenzione domiciliare avrebbe dovuto avere decorrenza in data 21 agosto, ma appena due giorni prima Micheal Masutha, Ministro della Giustizia del Sudafrica, bloccò il provvedimento appellandosi a cavilli burocratici e definendolo eccessivamente prematuro. Ora, però, i tempi necessari sono stati rispettati e l’atleta ha definitivamente lasciato il carcere per proseguire la sua detenzione presso i domiciliari. Resta lo scontento dei genitori e dei familiari di Reeva, la vittima dell’omicidio, che non si ritengono affatto soddisfatti della detenzione di Pistorius, così come ha riferito il loro portavoce e legale nelle ore immediatamente successive all’esecuzione della sentenza di scarcerazione.

Stando al portavoce della famiglia Steenkamp, nessuna sentenza avrebbe mai potuto restituire loro la bella figlia ammazzata dall’irrequieto Oscar e dal suo arsenale di armi. Ciò non toglie, però, che avrebbero gradito una pena esemplare per l’autore di un atroce delitto. Non resta, quindi, che affidarsi al nuovo processo d’appello che prenderà il via a breve, sperando in un capovolgimento della sentenza e in una pena detentiva di almeno quindici anni di reclusione.

Il team di BreakNotizie