Olio di palma cancerogeno: studi e ricerche

Olio di palma cancerogeno: studi e ricerche

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L’olio di palma è un grasso a uso alimentare di origine vegetale, che viene estratto dalla polpa dei frutti maturi della palma Elaeis guineensis. I frutti maturi, una volta raccolti, vengono sterilizzati in corrente di vapore, quindi privati del nocciolo, cotti e spremuti. Tutte queste operazioni consentono di raccogliere l’olio di palma che, in origine, ha una spiccata colorazione arancione dovuta all’elevato contenuto dibetacarotene. Prima del suo utilizzo a scopo alimentare quest’olio subisce dunque una filtrazione, per eliminare i residui di polpa, e una raffinazione indispensabile per far assumere all’olio un colore più delicato. Questo procedimento prevede una lunga bollitura che degrada i carotenoidi colorati. La raffinazione prevede anche i processi di deodorazione e neutralizzazione per ridurre significativamente il contenuto di acidi grassi liberi e ridurre l’acidità del prodotto finito.

L’olio di palma è uno dei grassi di origine vegetale più utilizzato dall’industria alimentare: l’abbondanza di grassi saturi, che ne costituiscono in effetti il 50% del peso, lo rende solido a temperatura ambiente e per questo adatto a essere utilizzato per la preparazione di dolci e prodotti da forno vari.

I grassi saturi e il rischio per la salute

Hamburger al formaggio

L’olio di palma è composto per la maggior parte da acidi grassi saturi a lunga catena, quelli che solitamente sono caratteristici degli alimenti di origine animale, come la carne e il formaggio. È ormai noto che una dieta ricca di questi grassi comporta un aumento del colesterolo nel sangue e, più in generale, del rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, come infarto e ictus.

Secondo i risultati della revisione dei dati scientifici disponibili, l’Istituto Superiore di Sanità ha stabilito che è appunto la grande quantità di grassi saturi la caratteristica meno salutare dell’olio di palma. Si tratta, tuttavia, di un grasso pressoché ubiquitario nei prodotti di origine industriale. Pertanto tutti coloro che ne fanno largo uso e consumano molta carne e formaggi stagionati rischiano di superare la massima quantità di grassi saturi quotidiana consentita: 15 – 20 g per un individuo adulto che assuma circa 2.000 kcal al giorno.

È cancerogeno?

Bilancia

Il parere dell’Istituto Superiore di Sanità è conclusivo in merito alla partecipazione dei prodotti contenenti olio di palma all’aumento del rischio cardiovascolare. Certamente in questo ultimo periodo questo grasso vegetale è stato oggetto di molta attenzione in merito al suo complessivo impatto sulla salute generale.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lipis, nella primavera del 2014, ha evidenziato che il consumo di olio di palma è associato al generale aumento delle molecole pro-infiammatorie in circolo. Tale condizione è alla base anche dell’aumento del rischio dei sviluppare alcuni tumori.

L’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha recentemente affrontato questo tema e ha considerato non conclusivi i risultati in merito alla cancerogenicità dell’olio di palma. Nemmeno quelli che stanno indagando il suo potenziale effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule tumorali, possibile secondo alcuni ricercatori per la particolare abbondanza di tocotrienoli, precursori della vitamina E.

In ogni caso è vero che una dieta ricca di grassi saturi è un fattore predisponente per lo sviluppo di alcuni tipi di tumore come quello al colon-retto, prostata, pancreas e seno. In generale, come confermato da una recente revisione pubblicata sul Lancet, una dieta ricca di grassi e un stile di vita poco attivo inducono un aumento dell’indice di massa corporea che a sua volta accresce il rischio di sviluppare cancro al fegato, al colon, alle ovaie e al seno (+5%), comunque anche in relazione ad altri fattori di rischio.

 

 

 

 

 

http://www.greenstyle.it/olio-palma-cancerogeno-studi-ricerche-187518.html

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