Occhio al cibo processato: potrebbe causare il tumore all’intestino

Occhio al cibo processato: potrebbe causare il tumore all’intestino

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Una ricerca condotta in Georgia ha rilevato come gli agenti emulsionanti contenuti in questi alimenti creino nell’organismo una nicchia in cui possono proliferare le cellule tumorali

Il cibo processato potrebbe essere pericoloso tanto quanto la carne rossa. Lo dicono le ultime ricerche condotte in campo medico-scientifico, che sembrerebbero dimostrare una stretta correlazione tra gli alimenti stagionati e l’insorgere di tumori all’intestino. I ricercatori che maggiormente si sono soffermati sul tema sono quelli della Georgia State University, che avrebbero formulato, in proposito, una vera e propria teoria che sta facendo il giro del mondo, condita da non poche polemiche e voci fuori dal coro. La pericolosità del cibo processato, stando alla tesi da essi formulata, sarebbe da ricercarsi negli agenti emulsionanti utilizzati dalle aziende per far sì che gli alimenti scadano molto più in ritardo del dovuto e che abbiano una consistenza diversa, più adatta all’inscatolamento o alle altre esigenze dell’industria alimentare.

Sarebbero proprio queste sostanze a causare il tumore all’intestino, che sembra colpire sempre più soggetti in tutto il mondo nonostante la ricerca, in tal senso, stia facendo passi da gigante. Secondo quanto pubblicato su Cancer Research, i ricercatori della George State University sarebbero arrivati alla conclusione che gli agenti emulsionanti eserciterebbero un’azione nociva sulla flora batterica intestinale, alterando il suo equilibrio naturale al punto tale da favorire la proliferazione dei cosiddetti batteri cattivi. Tutto ciò causerebbe, di contro, uno stato d’infiammazione nella zona intestinale, rendendola il luogo ideale per la formazione e lo sviluppo delle cellule tumorali, che si concentrebbero in una nicchia.

A questi risultati si è giunti dopo una lunga attività di ricerca condotta su dei topi. A tutti sono stati somministrati gli agenti emulsionanti utilizzati per i cibi processati, di due tipi diversi: ad alcuni è stata data la carbossimetilcellulosa, ad altri il polisorbato 80, nelle stesse quantità usate dall’industria alimentare per favorire la conservazione di quei prodotti che oggi si consumano, forse, con troppa noncuranza e leggerezza. Osservando le reazioni delle cavie, hanno notato come gli emulsionanti abbiano inciso sulla flora intestinale dei roditori, che nel giro di pochi giorni hanno manifestato infiammazioni intestinali di basso grado alle quali avrebbe potuto far seguito la formazione di masse tumorali più o meno importanti.

Le conclusioni di questa ricerca, che potrebbe stravolgere completamente, ancora una volta, le abitudini alimentari degli esseri umani di tutto il mondo, sono state affidate a colei che è l’autrice principale di questo interessantissimo studio: la dottoressa Emilie Viennois. Riassumendo i risultati riscontrati, la giovane ricercatrice invita a riflettere su come il tumore colorettale abbia preso a diffondersi con maggiore incidenza intorno alla metà del ventesimo secolo. Quando, per l’appunto, i cibi processati e la carne rossa hanno raggiunto la massima diffusione, per via dei mutamenti cui sono state soggette, inevitabilmente, le vite degli uomini.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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