Nord Corea, l’Onu condanna duramente i test nucleari di Kim Jong-un. Trump rifiuta l’ipotesi di dialogo

Nord Corea, l’Onu condanna duramente i test nucleari di Kim Jong-un. Trump rifiuta l’ipotesi di dialogo

- in Mondo, Politica
445
0

Il vero obiettivo del leader coreano sarebbe la base militare di Guam, il Giappone soltanto un “diversivo” per minacciare gli Stati Uniti.

Il missile balistico a medio raggio che ha sorvolato il Giappone sarebbe soltanto “il preludio” per l’obbiettivo principale, Guam, o meglio la Andersen Air Force Base, base militare aerea e navale degli Stati Uniti situata a nord dell’isola dell’arcipelago delle Marianne. Questo è quanto dichiarato da alcune fonti provenienti dal regime di Pyongyang. Come sospettato da molti quindi, il Giappone era soltanto un falso obiettivo, nelle intenzioni della Corea del Nord la minaccia è chiaramente rivolta agli Stati Uniti.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocato d’urgenza nella notte, ha condannato duramente l’operazione militare di Pyongyang ed ha chiesto a tutti gli Stati membri di attuare pienamente, in modo veloce e rigoroso le sanzioni imposte dall’Organizzazione. Nella dichiarazione finale del consiglio si è chiesto al regime di Kim Jong-un di abbandonare il programma nucleare ed i test nucleari ad esso correlati.

La risposta del leader coreano è stata: “Le nostre prossime mosse dipendono dal comportamento di Washington” ed ha invitato a scegliere altri target balistici nell’Oceano Pacifico, sottolineando il fatto che l’episodio del Giappone sia stato solo “il primo passo delle operazioni militari dell’esercito popolare di Corea nel Pacifico e un significativo preludio per il contenimento di Guam“, oltre ad essere una risposta alle manovre militari attuate congiuntamente da Washington e Seoul.

Guam, vero obiettivo di Kim Jong-un, dista poco più di 3 mila chilometri dalla capitale nordcoreana ed è la sede strategica della base militare statunitense pronta ad intervenire sulla penisola coreana in caso di minacce. Rex Tillerson, segretario di stato americano, a metà agosto aveva accolto in maniera positiva il fatto che il Nord Corea avesse “lasciato perdere” la minaccia iniziale di lanciare 4 missili verso l’isola, sperando in una possibile apertura al dialogo in un “futuro vicino”. La dura risposta di Donald Trump all’ultima intemperanza del regime nordcoreano è stata che “tutte le opzioni sono sul tavolo, incluse quelle militari“, ma in seconda istanza ha anche dichiarato l’impossibilità di dialogo poiché, come espresso tramite un tweet, “Gli Stati Uniti hanno tentato il dialogo con la Nord Corea ed hanno pagato il pizzo per 25 anni”.

Il Presidente statunitense difatti non ha perso tempo e in giornata ha fatto eseguire, con successo, un test missilistico a largo delle coste delle Hawaii, come mera dimostrazione di forza in caso di un eventuale attacco su Guam da parte della Corea del Nord. Il test è consistito nel lanciare un missile balistico a medio raggio, come quello che ha sorvolato il Giappone, dalla base di Kauai per poi intercettarlo e distruggerlo utilizzando un cacciatorpediniere John Paul Jones.

Al termine della riunione del Consiglio, l’ambasciatrice americana Nikki Haley ha dichiarato “Ancora una volta i membri del Consiglio di Sicurezza hanno parlato all’unisono nel condannare la Corea del Nord. È il momento che il regime di Pyongyang capisca il rischio che sta correndo con le sue azioni”. La rappresentante permanente degli Usa all’Onu ha asserito che Washington desidera collaborare con Russia e Cina per risolvere la “questione nordcoreana”. A sua detta il nuovo lancio missilistico avrebbe violato tutte le possibili risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, pertanto sarebbe necessaria una risposta concreta da parte dell’Onu e dei suoi membri.

Anche l’Italia ha denunciato l’azione sconsiderata del regime di Kim Jong-un, definendola “una provocazione grave, inaccettabile e senza precedenti”. L’ambasciatore italiano Sebastiano Cardi, rappresentante al Palazzo di Vetro, ha sottolineato come il regine nordcoreano, perpetrando il suo programma nucleare e balistico, stia sfidando in maniera sistematica la volontà della comunità internazionale e l’autorità del Cds. L’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha invece giudicato preoccupante la dichiarazione del presidente Trump secondo la quale non viene esclusa nessuna opzione per fronteggiare la Corea del Nord, considerata l’alta tensione. Riguardo poi le ipotesi di valutare sanzioni nuove ha dichiarato che non si tratta dell’unica via di uscita.

Secondo alcuni esperti militari, come Richard Weiz, direttore del Centro di analisi politico militare dell’Hudson Institute, Pyongyang in realtà non vorrebbe la guerra, ma starebbe cercando di ottenere dagli Stati Uniti, dalla Russia e dalle altre nazioni il riconoscimento ufficiale del suo status dipotenza nucleare”. Desidera la totale accettazione del suo essere un Paese munito di armi nucleari, un arsenale che può fungere da deterrente per il controllo di Stati Uniti e partner regionali. A detta dell’esperto la comunità internazionale al momento non avrebbe in mano buoni strumenti per rispondere alla Corea del Nord, dal momento che sinora né la diplomazia, né le sanzioni e tantomeno le contromisure militari hanno sortito qualche effetto positivo. Weiz ha inoltre sottolineato il bisogno di rafforzare il dialogo fra i rappresentanti ufficiali di Russia, Stati Uniti e gli altri membri dell’Onu e della valutazione di una strategia a lungo termine per gestire efficacemente il problema coreano.

Il Team di Breaknotizie

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Gli 8 rimedi naturali ed efficaci per migliorare la circolazione del sangue

Migliorare la propria circolazione è fondamentale non solo