Non tutto il sale fa male: le proprietà del sale integrale e dell’Himalaya

Non tutto il sale fa male: le proprietà del sale integrale e dell’Himalaya

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Da sempre la scienza medica ci dice che bisogna prediligere una dieta povera di sale per evitare l’ipertensione. Ma è davvero così?

Ci sono moltissimi luoghi comuni legati alla salute che si sono diffusi per i motivi più disparati, e non sempre perché abbiano un reale fondo di verità. Uno di questi riguarda il consumo di sale. Tutti noi sappiamo, poiché ci viene ripetuto in continuazione dalla comunità medico-scientifica, che consumare cibi troppo ricchi di sale nuoce alla salute. In particolar modo un consumo eccessivo di sale conduce all’ipertensione. Ma se si va ad approfondire l’argomento si scopre come in realtà le cose non stiano esattamente in questo modo. Quello che ci è sempre stato celato è che esistono delle tipologie di sale che giovano alla salute, anziché nuocerle.

Ciò che viene demonizzato nel sale è il suo contenuto di sodio, che sembrerebbe essere il responsabile dell’aumento del livello della pressione sanguigna che conduce a problemi cardiaci. Nel 1997 è stata così portata avanti una ricerca volta ad appurare la veridicità di tale assunto, attraverso la messa a punto di un regime alimentare chiamato DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension). Questa dieta prevede: consumo abbondante di frutta e verdura, di latticini freschi, di proteine magre e la contemporanea riduzione dei consumi di sale. Il suo scopo consiste nell’abbassare la pressione arteriosa, e riesce a raggiungerlo con successo. Ma bisogna osservare un particolare molto importante: la dieta DASH non è solo povera di sale, ma anche di zuccheri.

A ben vedere, sono gli zuccheri i veri responsabili dell’ipertensione. Da cosa si può dedurre questo? Basta fare una semplice equazione. Le patologie correlate all’ipertensione, normalmente imputata all’uso di sale nell’alimentazione, sono il diabete di tipo 2 e la gotta, svariate malattie cardiache, l’ictus e l’obesità. Tutte queste malattie hanno una caratteristica comune, ovvero causano una resistenza all’insulina dell’organismo umano. La resistenza all’insulina però si lega al consumo di zuccheri e carboidrati raffinati.

In definitiva, ci sono diversi studi che dimostrano come possa essere assai più nocivo un basso apporto di sodio al nostro organismo, piuttosto che il contrario. Il sale è necessario al cervello, perché aiuta la comunicazione con i muscoli e stimola il pensiero creativo, e aiuta la corretta circolazione dei fluidi corporei, come il plasma e il liquido extracellulare.

Bisogna però fare attenzione al tipo di sale che si consuma. Quello che si trova in commercio, in effetti, può essere dannoso, perché è composto al 98% di cloruro di sodio. Quello naturale invece lo contiene in una percentuale dell’84% e per il resto è fatto di altri minerali. I sali naturali che bisognerebbe consumare per giovare alla salute sono il sale rosa dell’Himalaya e il sale integrale oceanico.

Il sale dell’Himalaya viene estratto a mano e non viene contaminato da alcuna particella legata all’inquinamento atmosferico; per l’85% è composto da cloruro di sodio e per il resto è costituito da minerali che facevano parte dei mari preistorici. Il sale integrale presenta un’alta concentrazione di magnesio, che ha molti effetti benefici sull’organismo umano.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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