Non mangiare carne è un modo per tutelare l’ambiente

Non mangiare carne è un modo per tutelare l’ambiente

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Un regime alimentare vegetariano o vegano aiutano l’ambiente, più di quanto si potrebbe mai immaginare.

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Che l’uomo sia il maggiore se non l’unico responsabile dei tanti problemi che flagellano l’ambiente, non è certo una novità e sembrano essersene accorti anche i potenti della Terra, Stati Uniti e Cina in testa, come testimoniano i passi fatti da questi due Paesi nella direzione di una maggiore attenzione all’ambiente. E non lo è nemmeno il fatto che la tutela dell’ambiente dipenda dall’uomo e dalle sue azioni quotidiane. Ebbene, essere vegetariani o vegani risulta essere il modo migliore per andare a ridurre quello che gli esperti definiscono “l’impatto ambientale dell’umanità“.

A sostenere tale tesi è uno studio condotto da Genevieve Metson: secondo le conclusioni di tale ricerca le scelte alimentari di ogni essere umano incidono fortemente su quella che è la salvaguardia dell’ambiente. Questa ricerca ha acceso i riflettori su come le condotte alimentari degli individui incidano su quella che è stata definita “l’impronta ecologica globale del fosforo“.

Infatti sono probabilmente in pochi a sapere che il fosforo sia un elemento decisivo non solo per la tutela della salute degli esseri umani, ma anche per la produzione di ciò che poi finisce sulle nostre tavole. E ancora meno sono sicuramente coloro che sono a conoscenza del fatto che le rocce fosfatiche si caratterizzano, purtroppo, per il fatto di essere non solo una risorsa non riproducibile o meglio non rinnovabile, ma anche per il fatto di essere sempre meno rinvenibile in natura. Tutto questo sta creando non pochi grattacapi e problemi al comporto industriale dell’agroalimentare, perchè il fosforo risulta assai utilizzato nei fertilizzanti, risultando utilissimo per aumentare la produzione e la “resa” delle colture.

In che modo le colture “finiscono” sulle nostre tavole? Essenzialmente attraverso due strade, una diretta e una indiretta. La prima è costituita dal consumo diretto di frutti ed ortaggi, mentre la seconda si concretizza attraverso l’approdo sulle nostre tavole di carni di animali che, quando erano in vita erano sostentati attraverso mangimi di tipo vegetale.
Il dato allarmante è il fatto che l’aumento della richiesta di fosforo, legata al contemporaneo aumento della popolazione a livello globale, porta a dei rischi concreti per la salubrità dell’acqua e dell’ambiente, oltre che della cosiddetta “catena alimentare”.

Lo studio ha cercato di capire quali sarebbero le conseguenze se si decidesse di intraprendere, da un punto di vista alimentare, la strada di un regime vegetariano o vegano. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti, perchè se si decidesse, a livello globale, di intraprendere questa strada, quella che in linguaggio tecnico viene definita “impronta ecologica” subirebbe un incredibile calo percentuale pari a poco più del 70%. Questo cosa significherebbe in concreto? Significherebbe dare un decisivo aiuto per la tutela e la salvaguardia del pianeta su cui viviamo, il tutto al prezzo di un sacrificio sicuramente accettabile.

 

 

Il team di BreakNotizie

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