Nel 2015 sono espatriati oltre 108.000 italiani

Nel 2015 sono espatriati oltre 108.000 italiani

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La Fondazione Migrantes ha presentato a Roma il rapporto relativo agli Italiani nel mondo

Quasi 108.000 italiani, nel 2015, hanno fatto le valigie e acquistato un biglietto di sola andata per l’estero, in cerca di prospettive concrete e di un futuro migliore. È questo il dato più significativo del rapporto Italiani nel mondo, che ogni anno viene elaborato e presentato a Roma dalla Fondazione Migrantes. Un numero, quello degli espatriati, che cresce esponenzialmente di mese in mese, e che viene chiaramente comprovato dalla percentuale di residenti nel Bel Paese che si iscrivono all’Anagrafe degli italiani all’estero.

Rispetto all’ultimo rapporto, il dato relativo agli italiani in fuga ha subìto un incremento del 6,2%, pari ad oltre 6200 emigrati in più di quanti ne fossero già stati registrati nel 2014. Ad andar via, secondo i dati elaborati dalla Fondazione, sono soprattutto i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Persone molto preparate e competenti, come hanno sottolineato in conferenza stampa, con non poca amarezza, gli esponenti di Migrantes, a riprova del fatto che la cosiddetta fuga dei cervelli è ancora in corso.

Nel corso della presentazione del rapporto Italiani nel mondo non sono mancate le polemiche. Legate, in particolar modo, alla politica di accoglienza degli stranieri messa in pratica dallo Stato: agli immigrati che raggiungono la nostra terra, secondo la Fondazione, vengono concessi vantaggi sociali e bonus che finiscono col penalizzare i talenti nostrani, costringendoli alla fuga.

Per quanto riguarda le mete preferite dagli italiani che fanno la valigia, in cima alla top ten c’è senza ombra di dubbio la Germania, che nel 2015 ha accolto 16.568 cittadini provenienti dal Bel Paese. Il resto degli espatriati, secondo i dati snocciolati nella Capitale dalla Fondazione Migrantes, sceglie altre città europee, non necessariamente capitali. Ai nostri connazionali va bene qualunque posto, purché si lavori e si possa percepire uno stipendio dignitoso. Sempre meno persone scelgono di farsi una nuova vita negli Stati dell’America meridionale, mentre l’America centro-settentrionale è ancora considerata la terra promessa da moltissimi italiani delusi dalle politiche sociali e lavorative del proprio Paese. Pochi, solo 352, i connazionali che hanno optato per le aree continentali, meno attrattive rispetto ad altre zone.

Ad emigrare sono principalmente gli uomini, che rappresentano il 56,1% del dato complessivo. Gli espatriati appartengono a qualunque fascia e status sociale, e lo dimostra il fatto che il 60,2% di chi va via è celibe o nubile. Il quadro prospettato dalla Fondazione Migrantes ha rilevato, infine, che quasi la metà degli italiani che fanno le valigie e partono per l’estero ha un’istruzione decisamente superiore alla media. Cervelli e talenti di prima scelta che avrebbero potuto risollevare le sorti del Bel Paese, ma che lo Stato non è riuscito a valorizzare e trattenere nei propri confini.

 

 

Il team di BreakNotizie

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