Negli Stati Uniti crescono le proteste durante l’inno nazionale

Negli Stati Uniti crescono le proteste durante l’inno nazionale

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Si moltiplicano negli Stati Uniti i casi di personaggi sportivi che protestano durante l’inno nazionale per denunciare le disuguaglianze razziali nel Paese

L’ultima, eclatante, protesta da parte di sportivi negli Stati Uniti è stata quella di tre giocatori dei Miami Dolphins, che poco prima della partita contro i New England Patriots si sono inginocchiati durante l’esecuzione dell’inno nazionale. È stato solo l’ultimo dei gesti di protesta, effettuati mentre risuona l’inno, da sportivi di origini afro-americane (e non solo) per denunciare le disuguaglianze razziali ancora molto diffuse nel Paese.

Il loro gesto ha suscitato non poche polemiche e reazioni anche piuttosto dure: da più parti è stato chiesto che la squadra dei Dolphins non venga più scortata dalla polizia, finita nel mirino delle proteste a causa degli omicidi nei confronti dei neri compiuti nel corso degli ultimi mesi da parte dei rappresentanti della legge.

Il gesto di protesta è stato criticato da Jeff Bell, a capo dell’associazione che riunisce gli sceriffi, il quale ha dichiarato che “mentre svolgono il loro lavoro, i giocatori della NFL (la lega del football americano, ndr) dovrebbero almeno temporaneamente rinunciare alla libertà di espressione, poiché in quel momento non stanno rappresentando loro stessi”. Per chiarire meglio il proprio concetto, Bell ha invitato ad immaginare l’ondata di critiche che scatenerebbe un simile gesto di protesta da parte di uno sceriffo o di un agente di polizia durante l’inno nazionale mentre indossa la propria divisa.

Il paragone può essere definito improprio, ma serve a capire quanto sia teso il clima negli States fra chi ritiene giusto protestare, anche durante l’inno, e chi invece considera sacro e perciò intoccabile il momento dell’inno nazionale. Dal canto suo, uno dei giocatori autori della protesta, Arian Foster, ha rivendicato il diritto alla libertà di espressione: “La cosa bella del nostro Paese è proprio la libertà che offre di protestare se qualcosa viene ritenuta ingiusta”.

Nelle ultime settimane la protesta sta montando e dilaga: dopo essere cominciata nei campi della NFL – dal quarterback dei San Francisco 49ers Colin Kaepernick– si è estesa anche ai campi di calcio; nei giornali e sul web è rimbalzata la foto della stella del soccer femminile Megan Rapinoe inginocchiata durante l’inno. Seppur criticata da molti, tale protesta sta facendo breccia negli Usa e sempre più persone mostrano il loro appoggio agli atleti che si inginocchiano ascoltando l’inno, sperando che ciò possa essere utile per far crescere l’attenzione sulle disuguaglianze che ancora sono evidenti negli Stati Uniti fra bianchi e neri.

Il team di BreakNotizie

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