NASA: Scoperta un’altra Terra, potrebbero esserci forme di vita!

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Chi di noi non ha mai pensato alla possibilità che nell’Universo possano esserci altre forme di vita e mondi abitati oltre al nostro? Si tratta senza dubbio di uno dei misteri che da sempre ha maggiormente affascinato l’immaginario dell’uomo e che è stato spesso oggetto di romanzi, saggi e numerosi film.

Ora però pare sia ufficiale: non siamo soli nello spazio. A dare l’annuncio tramite conferenza stampa la Nasa lo scorso 23 luglio: la scoperta si chiama Kepler 452b e gli astrofisici ipotizzano che si possa trattare di un pianeta molto simile alla Terra, adatto ad ospitare la vita.
La Nasa ha reso noti i dati raccolti grazie alla missione Kepler ed i risultati ad esso attinenti. Per portare avanti questa missione gli scienziati hanno utilizzato il potente telescopio spaziale Kepler, che era stato lanciato in orbita 6 anni fa da Cape Canaveral, nel 2009.


Quanto è emerso ha dell’incredibile: esiste un pianeta, a una distanza di circa 1400 anni luce da noi, che esattamente come il nostro, orbita intorno ad una propria stella. E non si esclude la possibilità che vi siano forme di vita, essendo situato nella zona Goldilocks, area di quel sistema stellare considerata abitabile, anche se ancora non si hanno prove certe.


L’esopianeta Kepler 452b rimane a tutt’oggi la realtà spaziale più simile a quella della Terra: rispetto al nostro pianeta è più grande del 60%, sembrerebbe di natura rocciosa e la distanza che lo separa dalla sua stella è molto simile a quella fra il Sole ed il nostro pianeta. Risulta dunque 5 volte più grande della Terra ed impiega in tutto 385 giorni per effettuare un’orbita completa intorno alla sua stella, 20 giorni in più rispetto alla Terra. Riceve il 10% in più di energia da parte del suo astro rispetto al nostro pianeta, ma la vita è comunque possibile perché nonostante le temperature non si esclude la presenza di acqua. Kepler 452b e la sua stella sono inoltre è più anziani della Terra e del Sole: hanno infatti 6 miliardi di anni, circa 1,5 miliardi di anni in più. La stella in questione fa parte della costellazione del Cigno ed è un po’ più brillante rispetto al nostro Sole; proprio questa caratteristica rende Kepler 452b più rassomigliante alla Terra rispetto agli esopianeti già scoperti in precedenza: le stelle attorno alle quali orbitavano questi ultimi infatti risultavano meno brillanti rispetto alla stella di Kepler.


A detta del capo analista del telescopio Kepler Jon Jenkins questa scoperta permetterà di studiare i possibili cambiamenti che potrebbero riguardare anche la Terra in un futuro lontano, un po’ come osservare il nostro pianeta attraverso una macchina del tempo. “Possiamo pensare a 452-b come un cugino più vecchio della Terra, che ci dà l’opportunità di osservare come il nostro pianeta potrebbe evolversi”, ha illustrato Jenkins.


La Nasa ha inoltre reso noto il catalogo aggiornato degli esopianeti “candidati”. Inizialmente erano 4.175, ai quali se ne sono aggiunti più di 500. Ma cosa si intende per candidati? Occorre sapere che il telescopio Kepler, attraverso sofisticate tecniche spettroscopiche e fotometriche, si limita a rilevare le variazioni di luminosità periodica delle stelle, che indicano una presunta presenza di pianeti che ruotano intorno ad esse, mentre la conferma dell’esistenza di altri esopianeti è affidata ad altre strumentazioni. Ciò significa che sino a quando non vi sono dati definitivi si tratta solamente di pianeti “candidati”. Attualmente sono 4.696, mentre i “confermati” sono appena 1.879.
La Nasa ha annunciato che nel 2017 verrà lanciato un nuovo telescopio a cui verrà affidata la missione di studiare gli esopianeti a noi più vicini con similitudini al nostro pianeta.

Il team di BreakNotizie