NASA: il telescopio spaziale Kepler scopre cinque pianeti simili alla Terra

NASA: il telescopio spaziale Kepler scopre cinque pianeti simili alla Terra

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Il telescopio spaziale Kepler della NASA ha scoperto cinque pianeti simili alla Terra e antichi quasi quanto l’Universo. Al centro della loro orbita, 117 anni luce dalla Terra, una stella simile al nostro sole, battezzata “Kepler-444″. Rispetto al nostro, questo Sole è più antico, 11,2 miliardi di anni .
La nuova scoperta, approvata per la pubblicazione dalla rivista The Astrophysical Journal, potrebbe dimostrare che la vita nell’universo non solo non ha avuto origine sulla Terra, ma sarebbe ben più antica di quanto ipotizzato finora. La Terra, formatasi circa 4 miliardi e mezzo di anni fa, nasceva quando i pianeti di questo antico Sistema solare erano già “vecchi”.

“Adesso sappiamo che i pianeti di dimensioni simili alla Terra si sono formati durante l’intera storiadell’universo, 13,8 miliardi di anni – spiega Tiago Campante, della School of physics and astronomydell’University of Birmingham, primo autore dello studio -. Non sono pochi per escludere che la nostra galassia abbia già ospitato altre forme di vita nel suo passato”.
Sappiamo di non sapere, o quanto meno è mia ferma convinzione che ciò di cui la NASA ci informa è la minima e forse manipolata parte di quanto avviene lassù, come a volerci dire “capirete quando sarete grandi”.

Tanto è vero che un guasto al sistema diorientamento, nel maggio 2013, aveva costretto Kepler a uno stop forzato. Guasto o necessità di analizzare le scoperte prima di divulgare quanto possibile divulgare? Ma come avviene la scoperta di nuovi pianeti ad opera di questo telescopio?

“I sofisticati occhi di Kepler, sono in grado di dedurne l’esistenza attraverso una diminuzione della luce proveniente dalle stelle, in seguito al transito dei pianeti davanti al loro disco, che provoca piccole eclissi (vedi filmato sotto). Il sistema planetario della stella Kepler-444 è il più antico, tra quelli scoperti finora, a presentare somiglianze con il sistema solare.

“Solo l’1% dei sistemi extrasolari individuati dal telescopio spaziale della Nasa, ha caratteristiche simili a quelle di Kepler-444″, sottolinea Alessandro Sozzetti, dell’Inaf-Osservatorio astrofisico di Torino, tra gli autori della nuova ricerca. “La scoperta di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle come la nostra – conclude Bill Chaplin, dell’University of Birmingham, anch’egli coinvolto nello studio – ci spinge a continuare la ricerca di pianeti simili alla Terra nel vicinato del nostro sistema solare”.
Sappiamo di non sapere, o quanto meno è mia ferma convinzione che ciò di cui la NASA ci informa è la minima e forse manipolata parte di quanto avviene lassù, come a volerci dire “capirete quando sarete grandi”.

Tanto è vero che un guasto al sistema diorientamento, nel maggio 2013, aveva costretto Kepler a uno stop forzato. Guasto o necessità di analizzare le scoperte prima di divulgare quanto possibile divulgare? Ma come avviene la scoperta di nuovi pianeti ad opera di questo telescopio?

“I sofisticati occhi di Kepler, sono in grado di dedurne l’esistenza attraverso una diminuzione della luce proveniente dalle stelle, in seguito al transito dei pianeti davanti al loro disco, che provoca piccole eclissi (vedi filmato sotto). Il sistema planetario della stella Kepler-444 è il più antico, tra quelli scoperti finora, a presentare somiglianze con il sistema solare.

“Solo l’1% dei sistemi extrasolari individuati dal telescopio spaziale della Nasa, ha caratteristiche simili a quelle di Kepler-444″, sottolinea Alessandro Sozzetti, dell’Inaf-Osservatorio astrofisico di Torino, tra gli autori della nuova ricerca. “La scoperta di pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle come la nostra – conclude Bill Chaplin, dell’University of Birmingham, anch’egli coinvolto nello studio – ci spinge a continuare la ricerca di pianeti simili alla Terra nel vicinato del nostro sistema solare”.

 

 

http://ununiverso.altervista.org/blog/nasa-il-telescopio-spaziale-kepler-scopre-cinque-pianeti-simili-alla-terra-e-antichi-quasi-quanto-luniverso/

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