Nanoparticelle: cosa sono e come interagiscono con il nostro corpo

Nanoparticelle: cosa sono e come interagiscono con il nostro corpo

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Le nanoparticelle sono un serio pericolo per il nostro organismo? 

Le nanoparticelle sono un aspetto onnipresente della nostra quotidianità: presenti sia nei vaccini che nei cibi confezionati, nei cosmetici e, addirittura, negli utensili da cucina. In pochi, però, sanno che questi agglomerati di particelle ultra-sottili sono potenzialmente molto pericolosi anche se invisibili. Una cosa è certa: queste particelle saranno protagoniste di una vera e propria rivoluzione dei nostri tempi. Grazie a loro, infatti, si ha la possibilità di tenere sotto controllo ogni atomo ed ogni molecola. A tale riguardo, è opportuno partire dall’assunto che sulla Terra ogni cosa è costituita da atomi. Cibi, abiti, oggetti, piante, animali, persino gli esseri umani sono formati da atomi. Proprio per questo motivo, queste particelle giocano un ruolo a dir poco cruciale. Senza alcun dubbio, grazie alle nanoparticelle si avrà la possibilità di combattere le malattie del secolo ma si rischierà anche di spianare la strada a tutti coloro che vorranno costruire armi di distruzione di massa di nuova generazione.

Ciò perché, almeno per adesso, non ci sono regole ben precise di cui tenere conto, se non quelle etiche. La storia delle nanoparticelle risale agli anni ’70. Proprio in questo periodo sono state effettuate varie scoperte molto importanti: Heinrich Rohrer e Gerd Binning, ad esempio, hanno inventato il microscopio cosiddetto a scansione ad effetto tunnel. Grazie ad esso, è stato possibile ricostruire dal punto di vista morfologico le superfici dei campioni conduttori in maniera pressoché fedele. Uno snodo cruciale risale al 1985 quando tre scienziati scoprirono il fullerene, una molecola cosiddetta stabile formata solo da atomi a base di carbonio. Ma quali sono i rischi per la nostra salute? Rispondere ad un simile interrogativo non è affatto cosa semplice. È necessario infatti analizzare in maniera scrupolosa il comportamento delle singole particelle. Tra l’altro, da sempre l’uomo è esposto a queste particelle e, dunque, non è da escludere che le conseguenze non siano poi così catastrofiche a patto che, però, non subiscano modificazioni importanti o non vengano trattate.

Di sicuro, sarebbe necessaria una regolamentazione grazie alla quale fornire informazioni precise in merito sia alle nanoparticelle che alle nanopolveri, risultato dell’agglomerarsi delle particelle ultra-sottili. Per il momento, tutto è ancora in fase di studio e non resta altro da fare che sperare in qualche rivoluzionaria scoperta ad opera degli scienziati al fine sia di scoprire la reale influenza delle nanoparticelle sul nostro corpo che il modo per riuscire a combatterne gli effetti sull’uomo. Resta il fatto che non ci sono dati certi che legano alcune patologie alle nanoparticelle: il rischio, comunque, è reale e, proprio per questo motivo, è estremamente necessario che la Scienza vada avanti nelle ricerche al fine di riuscire ad individuare soluzioni possibili per fare in modo che l’utilizzo sempre più importante delle nanotecnologie non rappresenti un pericolo per l’uomo ma, al contrario, sia solo un grande passo in avanti.

Il Team di Breaknotizie

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