Musica: la storia di Elvis

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Dici Elvis, e dici rock ‘n’ roll.

Anzi, The King of Rock ‘n’ Roll. Questo era Elvis Aaron Presley, uno dei più grandi cantanti della Storia e innovatore dell’allora rockabilly. Le storie e le leggende nate attorno a questo straordinario personaggio ormai non si contano, a partire addirittura dal suo secondo nome. Aaron o Aron? Già, perchè se sul certificato di nascita il nome è riportato con la doppia “A”, Elvis si firmava sempre con “Aron”, stessa dicitura riportata anche sul proprio certificato di matrimonio. Ma è solo il primo alone di mito attorno al Re del Rock, e probabilmente neanche il più importante.

Nasce nel 1935 a Tupelo, nel Mississippi, da una famiglia modesta ma amorevole e molto unita. Fin da piccolo emerge la passione per il canto e una certa spigliatezza, che lo portano a soli 10 anni a partecipare a un concorso locale per giovani talenti, nel quale si aggiudicherà il secondo premio. Successivamente la sua famiglia si trasferisce a Memphis in cerca di fortuna, e il ragazzo si rimbocca le maniche per aiutare economicamente la sua famiglia con vari lavori saltuari. Continuerà comunque ad arricchire il proprio bagaglio musicale approcciandosi a generi come country, pop e cori gospel, e a 20 anni, operaio per una compagnia elettrica, incide qualche canzone per la casa discografica Sun.

Le potenzialità del giovane artista vengono ben intercettate dal manager della compagnia, che gli affianca alcuni artisti locali che ritiene possano farlo esprimere al meglio. La strategia funziona, il gruppo guadagna popolarità finchè Elvis non incontra Tom Parker, un potente manager che diventerà il suo “angelo custode” per tutta la vita. Nella seconda metà degli anni ’50 nasceranno alcune delle sue più grandi hit come Hound Dog, Love Me Tender, Heartbreak Hotel e Jailhouse Rock. Parallelamente, l’artista intraprende anche una discreta carriera cinematografica, comparendo da protagonista assoluto in alcune pellicole musicali. Il servizio militare lo tiene lontano dalle scene per qualche anno, ma la sagace politica d’immagine portata avanti dal manager Parker mantiene alto l’interesse da parte del suo pubblico.

Negli anni ’60 la sua carriera cinematografica si intensifica influenzando anche la produzione discografica, concentrata in buona parte sulle colonne sonore dei film stessi. È uno dei periodi di maggior successo di immagine per l’artista (al cinema e in televisione), a cui si affiancheranno però alcuni mutamenti caratteriali dovuti alla durezza del servizio militare e alla scomparsa dell’amata madre Gladys. Più diffidente e meno socievole, si circonderà di una ristretta cerchia di amici poi noti come “Memphis Mafia”. L’aria sbarazzina ed aggressiva mostrata negli anni ’50 sembra sbiadita, lasciando il posto a sonorità più malinconiche e melodiche come in Are You Lonesome Tonight, un altro dei suoi grandi classici.

La seconda metà degli anni ’60 è un periodo di declino, fino al “’68 Comeback Special”, uno show televisivo natalizio in cui Elvis appare fisicamente e mentalmente in ottima forma, offrendo una performance straordinaria e rinfocolando l’amore del suo pubblico. Gli anni ’70 regalano un Elvis sempre più stravagante, nel modo di vestire e di vivere. Arriverà a comprare più di un aereo privato, per uno dei quali arriverà a spendere 600mila dollari (dell’epoca!) tra acquisto e ristrutturazioni varie, battezzandolo come la figlia Lisa Marie. Nel 1973 tiene inoltre quello che viene considerato uno dei suoi migliori concerti, “Aloha from Hawaii” da Honolulu.

Saranno però solo gli ultimi acuti di un uomo senza più la vitalità degli anni precedenti. Depressione e abuso di farmaci condizionano in maniera sempre più negativa la sua vita, portandolo anche al divorzio dalla moglie Priscilla. Elvis continua a tenere concerti, ma la sua energia sembra svanire sempre più finchè, nel 1977, in una pausa prima di un nuovo tour, il suo cuore cede, forse per eccesso di psicofarmaci uniti alla perdurante obesità. La sua morte non porrà comunque fine al suo mito, ancora oggi vivo più che mai in un pubblico assolutamente trasversale. The King of Rock ‘n’ Roll è ormai immortale.

Il team di BreakNotizie

 

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