Musica: la storia dei Green Day

Musica: la storia dei Green Day

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La scena musicale californiana di metà degli anni ’90 è dominata da alcuni gruppi che affondano le proprie radici nel punk ma che riescono a rielaborarlo e modernizzarlo, riportandolo in seno alla cosiddetta musica mainstream: Offspring, Rancid e, soprattutto Green Day.

Il gruppo nasce per volontà degli amici d’infanzia Billie Joe Armstrong (chitarra e voce) e Mike Dirnt (basso) che, nel 1986, danno vita agli Sweet Children assieme ad altri due componenti che abbandoneranno presto il gruppo.
Gli inizi sono caratterizzati da concerti al 924 Gilman Street, un piccolo club di San Francisco, luogo d’esibizione delle punk band locali, ma il successo che ottengono è piuttosto tiepido perchè considerati troppo pop rispetto alle altre formazioni.


Tre anni dopo il gruppo cambia nome in Green Day, aggiunge John Kiffmeyer alla batteria e realizza il primo EP 1,000 Hours, con l’etichetta punk indipendente Lookout che produce, tra il ’90 ed il ’92, i primi tre album ufficiali della band: 39/Smooth, Slappy e soprattutto Kerplunk, che attira le attenzioni delle major grazie alle 55.000 copie vendute negli USA.
Prima della realizzazione di Kerplunk Kiffmeyer lascia il gruppo ed è sostituito da Tre Cool (Frank Edwin Wright III), tuttora batterista ufficiale della band.
I primissimi anni ’90 sono quelli del consolidamento della fama dei Green Day nella scena underground ma l’attenzione attirata con l’uscita di Kerplunk li convince a firmare con un’etichetta più importante, la Reprise Records.
Nel 1994, l’anno di pubblicazione dell’album Dookie, c’è la vera e propria consacrazione a livello mondiale anche grazie all’aiuto di MTV, che comincia a trasmettere a rotazione i video dei singoli estratti: Longview, Basket Case e When I Come Around.


Il successo di Dookie e la conquista del premio Grammy Award come Miglior album alternative danno l’avvio al primo tour mondiale della band di Berkeley.
Nel ’95 esce Insomniac che, pur non eguagliando il numero di vendite di Dookie (10 milioni di copie), ottiene critiche lusinghiere dalla rivista Rolling Stone.
Nimrod (1997) e Warning (2000) sono album di transizione che non hanno la stessa accoglienza dei precedenti ed è solo nel 2004, con la pubblicazione di American Idiot, che i Green Day tornano in testa alle classifiche mondiali, con oltre 14 milioni di copie vendute.
É il primo concept album del gruppo, che identifica nell’American Idiot del singolo omonimo l’allora presidente George W. Bush, nonchè lo stile di vita paranoico americano, succube dei media.
Le hit Boulevard of Broken Dreams e Wake Me Up When September Ends raggiungono le vette delle classifiche internazionali e rappresentano la perfetta fusione tra l’anima pop e punk del gruppo.
21st Century Breakdown (2009) è il secondo concept album: le 18 canzoni che lo compongono sono divise in tre atti e seguono le vicende di una giovane coppia e della loro vita nell’era post Bush, toccando temi come la religione e la politica.
¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré! sono un trittico di album usciti nel 2012 mentre ad aprile 2015 la band viene ufficialmente introdotta della Rock and Roll Hall of Fame.


Il team di BreakNotizie

 

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