Monte dei Paschi di Siena: i contorni di uno scandalo

Monte dei Paschi di Siena: i contorni di uno scandalo

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Quello del Monte dei Paschi di Siena è un vero e proprio scandalo, costato ai cittadini oltre 50 miliardi di euro: ecco i dati della Commissione d’inchiesta

Nell’estate del 2015 è stata istituita una Commissione d’inchiesta per far luce sul caso del Monte dei Paschi di Siena, considerato uno scandalo a tutti gli effetti e che è costato ai cittadini italiani la bellezza di 50 miliardi di euro, colpendo la banca più antica al mondo. Il disastro finanziario ha coinvolto i correntisti dell’istituto, i suoi dipendenti, famiglie e piccole imprese alle quali è stato diminuito il credito e la Commissione d’inchiesta è riuscita a svelare alcuni retroscena finora solo sospettati ma mai accertati.

Nel crac della banca ha avuto evidenti responsabilità la politica, incapace di gestire il patrimonio e le risorse finanziare a disposizione dell’istituto di credito toscano e della fondazione che faceva capo a Mps. A ciò si sono aggiunte le responsabilità degli organismi di controllo – come il Ministero del Tesoro, la Banca Centrale Europea, la Banca d’Italia e la Consob – che non hanno vigilato a dovere sulla situazione del Monte dei Paschi, chiudendo un occhio nella migliore delle ipotesi.

La Commissione ha poi reso noti numeri e cifre riguardanti il crac Mps, a partire dai 50 miliardi di euro persi per via della privatizzazione dell’istituto nel corso di un ventennio, dal 1995 ad oggi. Ammontano a 47 miliardi di euro lordi, invece, i crediti della banca deteriorati; nell’arco di un decennio, dal 2006 al 2016, il titolo in borsa di Mps si è praticamente azzerato, con una diminuzione del valore delle azioni di oltre il 99%.

Sorte simile è toccata al patrimonio della banca: nel 2008 sfiorava i 6 miliardi di euro, oggi è ridotto ad appena 550 milioni, ciò significa che in soli otto anni è andato perduto circa il 90% di quello che la banca aveva a disposizione. Nel 2013 e nel 2015 sono stati effettuati due aumenti di capitale durante i quali sono andati bruciati circa 8 miliardi di euro.

Il punto di non-ritorno va ricercato nell’acquisizione nel 2008 di Banca Antonveneta, costata la bellezza di 18 miliardi di euro (operazione che già all’epoca appariva quanto meno avventata ma fu approvata dalla Banca d’Italia). Questi, in breve, i numeri del disastro finanziario, mentre resta l’incertezza su ciò che ne sarà in futuro di quello che rimane del Monte dei Paschi di Siena.

Il team di BreakNotizie

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