Molte famiglie italiane costrette a risparmiare sulla salute per far quadrare i conti

Molte famiglie italiane costrette a risparmiare sulla salute per far quadrare i conti

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La situazione economica della maggior parte dei nuclei familiari in Italia non è delle più rosee: molti sono costretti a rinunciare a visite specialistiche o a risparmiare sull’istruzione dei figli. Ecco il quadro preoccupante presentato alla Camera.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio del bilancio di Welfare, presentato lo scorso 7 novembre alla Camera dei deputati dalla società MBS Consulting, la spesa che più grava sulle famiglie italiane è la sanità, al punto che una percentuale non trascurabile di persone decide di rinunciare a curarsi.

La società italiana di consulenza aziendale, alla presenza di accademici, politici e rappresentanti del mondo imprenditoriale, ha mostrato una tabella nella quale si può evincere la spesa annuale delle famiglie italiane nel settore sanitario: ben 33,7 miliardi. Per ogni nucleo familiare l’importo, in media, ammonta a poco più di 1.330 euro. Per il Welfare nelle case italiane si spende il 14,6% del proprio reddito, che ammonta mediamente a 29.674 euro annui.

Il dato che maggiormente preoccupa, però, è che un numero sempre crescente di famiglie ha deciso di tagliare le spese mediche. Il 37,7%, che nella fascia più debole raggiunge un picco del 58,9%, ha rinunciato a visite specialistiche e cure dentistiche, il 76,2% non può permettersi spese per l’assistenza agli anziani e un altro 35,4% è costretto a risparmiare sull’istruzione dei propri figli.

Il presidente di MBS Consulting, Andrea Rapaccini, ha spiegato che oggigiorno la famiglia non è più capace di assicurare il proprio ruolo primario di protezione: “Oggi ci sono famiglie monogenitoriali, se non addirittura monocomponenti. Sono nuclei fragili e continua ad aumentare il gap tra chi ha denaro e chi non ne ha”. Ed ha sottolineato: “Questo modello di welfare pubblico, universalistico, non è così equo: questo sistema fa spendere di più a chi sta peggio: l’incidenza delle spese di welfare in proporzione al reddito è maggiore nelle famiglie economicamente più deboli (19%) rispetto alle famiglie agiate (14,7%)”.

Un’altra voce preoccupante è rappresentata dalle spese per il trasporto ed il vitto fuori casa sostenute per recarsi nel posto di lavoro, pari a 31,2 miliardi, sostenute da 16,6 milioni di famiglie, con un importo medio annuo di 1.877 euro a famiglia. Per andare a lavorare si spendono cifre folli e come ha sottolineato Rapaccini: “Siamo il Paese con una bassissima percentuale di smart working. Dovremmo pensarci e non solo per una questione economica: possiamo immaginare anche l’impatto sull’ambiente? È arrivato il tempo di prendere il toro per le corna”.

L’istruzione dei figli invece costa a 7,8 milioni di famiglie italiane 15 miliardi annui, in media a nucleo 1.937 euro. Le spese inerenti la cura dei figli, dei familiari anziani non autosufficienti e della casa riguarda invece 2,9 milioni di famiglie, che sostengono costi medi di 4.989 euro. Previdenza e protezione, ossia i versamenti nei fondi pensione e le polizze assicurative, sono una spesa sostenuta da 7,8 milioni di nuclei familiari che ammonta a 935 euro annui, per un totale di 7,3 miliardi. Fanalino di coda invece per quanto riguarda cultura e tempo libero: la spesa sostenuta da 16,9milioni di famiglie è di 7,6 miliardi, pari a 450 euro a famiglia.

Il Team di Breaknotizie

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