«Milagro è trasparente e il suo spirito è libero». Ancora incarcerata ingiustamente l’attivista indigena e politica argentina

«Milagro è trasparente e il suo spirito è libero». Ancora incarcerata ingiustamente l’attivista indigena e politica argentina

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Grande è la preoccupazione a livello internazionale per la detenzione arbitraria della rappresentante argentina al Parlasur

di Fabrizio Verde

«Milagro è trasparente e il suo spirito è libero, come gli uccelli; così è nata e così rimane, fa parte integrante del suo essere, della sua natura. Fa errori, come tutti. Ma questi errori non sono per difetto ma per eccesso, dovuti all’impetuosità, al volere i cambiamenti in questo stesso momento, al volere giustizia sociale qui e ora, all’impegnarsi in prima linea, indipendentemente dalle conseguenze, come è accaduto con l’occupazione», il giornalista Raul Noro così definisce sua moglie, l’attivista Milagro Sala.

Deputata al ParlaSur (parlamemto del Mercosur) per Frente para la Victoria , attivista per i diritti dei popoli indigeni, leader dell’organizzazione politica Tupac Amaru e membro della CTA (Central de los Trabajadores Argentinos, Milagro Sala si trova incarcerata con l’accusa di ‘istigazione a delinquere’ per aver guidato un picchetto di protesta, un vero e proprio accampamento pacifico, all’esterno del palazzo del Governo di Jujuy nella città di Belgrano, in segno di protesta contro il riordinamento della distribuzione dei sussidi alle cooperative, voluto dal nuovo presidente Gerardo Morales, alleato del presidente argentino Mauricio Macri. Quest’ultimo distintosi per un’ondata repressiva, attuata immeditamente dopo l’insediamento, che avrebbe suscitato sicuramente scandalo alle nostre latitudini se posta in essere da un presidente progressista o peggio ancora socialista.

Milagro Sala e l’organizzazione Tupac Amaru sono anche accusati di aver maneggiato del denaro. La migliore spiegazione l’ha data la deputata stessa: «I soldi che hanno attraversato la Tupac sono diventati case, scuole, condutture del gas, fabbriche, centinaia di progetti infrastrutturali. Ma non solo: il denaro è anche nei centri sanitari, nei laboratori, negli ecografi, nella cura delle persone disabili, nel supporto ai giovani, e ancora in sedie a rotelle, occhiali, letti per gli infermi in terapia intensiva dei due ospedali più grandi di Jujuy (e questo nessuno lo dice). Abbiamo speso centinaia di migliaia di pesos in ricoveri, protesi, cure; abbiamo aiutato modeste scuole dell’interno affinché potessero fare le gite di fine corso. Abbiamo mandato bambini a studiare a Cuba, non avete idea di quanti aiuti abbiamo fornito a chi ne aveva bisogno».

Nella foto sottostante, un centro di formazione costruito dall’organizzazione Tupac Amaru:

Immediato il paragone con le aziende private: «Ci sono centinaia di costruzioni di grandi e medie imprese a Jujuy che hanno intascato molto, ma molto denaro, e che hanno lasciato le cose non fatte o fatte a metà, ma nessuno dei loro proprietari o gestori è stato arrestato, ti sembra giusto? Perché non si fa una revisione contabile di queste opere?».

Milagro Sala, inoltre, punta anche il dito contro il razzismo strisciante verso le comunità indigene, gli emarginati che devono rimanere tali: «Ci sono persone che criticano il fatto che i neri abbiano una casa, un’auto, una moto, una TV led, che stiano in un bel quartiere ben asfaltato, fornito di gas, con piscina riscaldata, con piazze alberate, con un centro culturale e il parco acquatico più grande del nord ovest argentino. Dicono di tutto dei centri polisportivi con piscine che abbiamo costruire in tanti quartieri, dicono di tutto con il più profondo disprezzo, perché non percepiscono che siamo tutti uguali, che si è recuperata la dignità umana. Questi compagni, più di dodici o tredici anni fa, vegetavano nei bassifondi, in miseria, disoccupati, senza un futuro, in baracche precarie e senza niente. I figli uscivano per strada a mendicare e non potevano nemmeno andare a scuola. Né tanto meno potevano camminare tranquilli per il centro, perché erano arrestati solo in base al loro aspetto … chi non ha subito questa esclusione, non può capire cosa sto dicendo».

Dal 16 di gennaio, quando agenti non identificati della polizia provinciale di Jujuy fecero irruzione presso il suo domicilio, la dirigente politica si trova incarcerata. Una detenzione ritenuta arbitraria da numerose organizzazioni internazionali e personalità di spicco. Jorge Taiana, presidente del Parlasur ha richiesto informazioni circa la detenzione della parlamentare. Raul Zaffaroni membro della Corte Interamericana per i Diritti Umani ha qualificato la vicenda come una «provocazione». Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, ha espresso a nome dell’organismo che rappresenta preoccupazione per la vicenda. Così come rappresentati di Spagna, Regno Unito, Slovenia, Svezia, Irlanda, Belgio, Finlandia, Portogallo, Grecia e Germania presso il Parlamento Europeo che hanno definito la decisione giudiziaria nei confronti di Milagro Sala «una chiara violazione dei diritti umani in Argentina».

Inoltre, hanno fatto sentire la propria voce in difesa dei diritti di questa attivista che ha dedicato la vita alla difesa degli indigeni, dei poveri e dell’ambiente premi Nobel come Adolfo Perez Esquivel e Rigoberta Menchù.

Mentre secondo quanto riferito dal quotidiano britannico ‘The Guardian’ anche Papa Francesco, ex vescovo di Buenos Aires da sempre molto vicino ai movimenti sociali argentini, ha espresso profonda inquietudine per la posizione assunta da Macri nei loro confronti e per l’arbitrario arresto di Milagro Sala.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=15231

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