Melatonina, un potente analgesico naturale

Melatonina, un potente analgesico naturale

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Uno studio dimostra che la melatonina è doppiamente efficace rispetto ai farmaci analgesici

A volte, neanche il farmaco più potente è in grado di alleviare una forte emicrania o un mal di testa particolarmente fastidioso. Ma laddove non arriva la medicina, secondo i ricercatori, arriva la melatonina, che quando si tratta di debellare la cefalea sarebbe di gran lunga più efficace dei soliti analgesici e antidolorifici. È questo il dato più interessante emerso da un recente studio sulla sostanza secreta dal cervello umano, le cui proprietà, o almeno alcune, sono note alla scienza già da tempo. L’ormone che viene prodotto dalla ghiandola pineale è innanzitutto, infatti, un potente ossidante, un alleato prezioso per chi soffre di Alzheimer, un antitumorale e un sonnifero naturale. Ma viene anche prescritto a chi è stressato, ha il sistema immunitario in tilt o soffre di depressione. Inoltre, la melatonina è il rimedio più efficace per contrastare i fastidiosissimi sintomi del jet lag.

Che fosse perfino in grado di far passare l’emicrania, però, non era ancora stato scientificamente provato. La ricerca pubblicata sulla rivista “Journal of neurology, neurosurgery & psychiatry“, tuttavia, sembra averlo dimostrato. I ricercatori che hanno preso parte allo studio hanno messo a confronto 25 mg di amitriptilina, un farmaco spesso prescritto a chi soffre di mal di testa frequenti, con 3 mg di melatonina, per rendersi conto di quali effetti avessero entrambi, a livello preventivo, sul mal di testa. Lo scopo era appunto quello di appurare se la sostanza, completamente naturale, potesse rappresentare un’alternativa al medicinale. 196, in totale, le persone che si sono prestate a questo studio, sia uomini che donne, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che soffrivano di episodi più o meno gravi di emicrania da un minimo di 2 ad un massimo di 8 volte al mese.

Dagli esami effettuati su quanti si sono sottoposti al test, gli esperti hanno dedotto che chi è soggetto ad emicrania ha bassi livelli di melatonina nell’organismo. Il che spiegherebbe, scientificamente, perché compensare questa mancanza con l’integrazione di compresse che ne contengano una certa quantità allevi in maniera significativa la cefalea. È stato inoltre appurato che la melatonina sarebbe molto più forte dell’amitriptilina, al punto tale da avere il 50% di successo in più. È stato possibile constatare, infine, come il farmaco provochi un aumento di peso e come alla melatonina, invece, faccia seguito un drastico calo della massa grassa. I soli effetti negativi sono stati registrati sui pazienti affetti da diabete ed ipertensione, ai quali è consigliato un uso moderato.

Ma non è l’efficacia immediata, il solo motivo per cui la melatonina sarebbe da preferire all’amitriptilina. Lo studio, infatti, arriva a questa conclusione solo una volta snocciolati gli effetti collaterali del farmaco di cui la popolazione mondiale sembra abusare. Pur riducendo, seppur lentamente e non completamente, il mal di testa, innescherebbe nell’essere umano comportamenti e pensieri piuttosto insoliti, senso di svenimento, vomito, nausea, disturbi gastrointestinali, dolori toracici, allucinazioni, convulsioni, diarrea o stitichezza a seconda dei casi, sanguinamento nasale, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, impotenza, aumento di peso, eruzione cutanea, mal di gola e addirittura febbre. Perché andare incontro ad effetti collaterali di questo genere, alcuni dei quali anche piuttosto sgradevoli e indesiderati, quindi, se è stato accertato che la melatonina è doppiamente efficace nel ridurre mal di testa ed emicrania?

 

 

Il team di BreakNotizie

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