Marchionne vuole la fusione tra Fca e GM, ma i manager della casa americana non sono d’accordo

Marchionne vuole la fusione tra Fca e GM, ma i manager della casa americana non sono d’accordo

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Fusione tra Fiat Chrysler e General Motors? Fattibile per Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, meno per il presidente e l’amministratore delegato della casa automobilistica americana, Dan Ammann e Mary Barra che, secondo quanto affermato dallo stesso Marchionne, “Non prendono le mie telefonate”.

Marchionne comunque rilancia sull’ipotesi di fusione, anche se si dice contrario ad un’offerta ostile, sottolineando nel contempo che ci sono vari tipi di abbraccio. Secondo l’amministratore delegato di Fca l’abbraccio può essere gentile, ma anche fermo. Con l’eventuale fusione tra i due gruppi automobilistici si verrebbe a creare un gruppo che gestirebbe circa 30 miliardi di dollari “cash” ogni anno, e quindi un grande sogno, specialmente per Marchionne, visto che attualmente il “margine operativo lordo” messo insieme da Fca, è pari a 8 miliardi di dollari.

I due principali rappresentanti di General Motors però si dicono non interessati a quest’operazione, che in realtà servirebbe, secondo la loro opinione, solo a salvare Fca. Marchionne dal canto suo, è fermamente convinto che per arrivare alla fusione sia necessario “fare pressione”, e nello stesso tempo dichiara che non fare pressione da parte di Fca sarebbe irragionevole.

Marchionne non ha avuto problemi a dichiararlo anche in una intervista che ha concesso ad Automotive News, sostenendo che è necessario iniziare a discuterne fin da subito. Il settimanale automobilistico di Detroit ha immediatamente ricevuto una risposta da parte della GM nella quale si faceva appunto presente che gli americani non hanno interesse a salvare Fca. Nello stesso tempo la GM, tramite un portavoce, ha fatto sapere che i suoi manager pensano che sia per gli azionisti che per la compagnia nel suo complesso, sia meglio restare sul mercato da soli. Secondo Marchionne invece, l’operazione darebbe il via ad un cambiamento che viene definito “enorme” e che consentirebbe grandissime performances per tutti i protagonisti.

L’amministratore delegato di Fca definisce “indiscutibili” le ragioni che portano a privilegiare un accordo con la GM, di fronte anche ad altri che gli sono stati proposti. Sempre nel corso dell’intervista ad Automotive News, Marchionne ha infatti fatto trapelare che molte aziende hanno chiesto di poter effettuare accordi con Fca, e che potrebbe dar vita ad un di questi, od anche ad una fusione, in breve tempo, ma il suo interesse prioritario è solo per la fusione con GM. Marchionne torna anche a ribadire che i profitti potenziali di questo accordo, superano in maniera “esponenziale”, quelli attuali delle due compagnie, messe insieme.

Il presidente della Ferrari, che potrebbe anche diventare amministratore delegato della casa di Maranello dopo che sarà stata effettuata la quotazione in borsa a New York, con il 10% delle azioni Ferrari, ha parlato poi, sempre attraverso il settimanale motoristico statunitense, alla sua pari ruolo in GM, Mary Barra, chiedendo di sedersi insieme ad un tavolo per analizzare il progetto, e soprattutto i numeri che ne deriverebbero. E Marchionne sottolinea come si possa anche respingere l’ipotesi di un accordo, ma non sia la scelta migliore quella di rifiutare una discussione nel merito.

Secondo l’opinione di un economista della Bocconi, Giuseppe Berta, grande esperto del settore auto, dietro l’insistenza di Marchionne si cela anche un interesse da parte di Warren Buffet, che detiene la terza ricchezza personale mondiale, che è stato calcolato in 73 miliardi di dollari e potrebbe dunque coprire in modo importante le “spalle” di Fca. Secondo l’economista, la volontà di rifiutare l’accordo è più radicata tra il management della GM che tra i possessori delle azioni.

Il team di BreakNotizie

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