Manifestare è più divertente di chattare

Manifestare è più divertente di chattare

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“L’Italia uscirà dal suo torpore (politico, intellettuale, anche economico) solo quando riscoprirà il piacere della solidarietà. Contro la paralisi dell’egoismo piddino”

di Francesco Erspamer*

Perché da un mese i francesi scendono in piazza per protestare contro il jobs act proposto dal Renzi transalpino? Perché decine di migliaia di giovani americani continuano ad andare ad ascoltare Bernie Sanders anche adesso che Wall Street e i media sono riusciti a imporre la candidata neoliberista che volevano?
Semplice: perché hanno cominciato. L’impegno e la partecipazione alimentano sé stessi: manifestare è divertente, molto di più che chattare; si incontrano amici reali, non virtuali, si fanno esperienze vere, non immaginarie, si vivono avventure, non masturbazioni mentali. Per questo il potere liberista cerca in tutti i modi di tenere la gente a casa, incollata allo schermo, o di rinchiuderla nei centri commerciali; per questo la polizia di Renzi considera pericoloso e illegale anche un assembramento di poche persone e manganella chiunque contesti il governo; per questo i giornali amplificano la paura del terrorismo — “evitate i luoghi troppo frequentati” ripetono i propagandisti del regime, sedicenti esperti.
L’Italia uscirà dal suo torpore (politico, intellettuale, anche economico) solo quando riscoprirà il piacere della solidarietà. Contro la paralisi dell’egoismo piddino (compiutamente espresso alla Leopolda e nei talk show), occupare le strade e le città per riappropriarsi della democrazia. E della gioia di stare insieme (che poi è la stessa cosa).

*Professore all’Harvard University. Il testo è tratto da un post sulla sua pagina Facebook.

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