Lo strano caso della vitamina B17: aiuterebbe a prevenire il cancro ma la FDA non è d’accordo

Lo strano caso della vitamina B17: aiuterebbe a prevenire il cancro ma la FDA non è d’accordo

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Il principio attivo contenuto nella vitamina B17 è davvero efficace contro il cancro? Due scuole di pensiero si fronteggiano da anni sull’argomento.

Nonostante sia presente in natura in diversi tipi di frutta e ortaggi, la vitamina B17 è attualmente poco conosciuta: questo apparente paradosso è dovuto alla scarsa informazione che c’è attorno alle proprietà benefiche non solo di questo composto organico ma anche del suo principio attivo, vale a dire l’amigdalina. Ma a cosa è dovuto il silenzio attorno a questa vitamina e la relativa controversia che, nel mondo della medicina, si trascina da anni?

LA STORIA DELL’AMIGDALINA – Il motivo principale per cui si sente così poco parlare della vitamina B17 è legato al fatto che è stata dichiarata illegale la sua vendita sotto forma di integratore. Questa contestata decisione della FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense deputato alla regolamentazione dei prodotti farmaceutici) è legata proprio all’amigdalina che, nella forma sintetica e isolata negli anni Venti dal dottor Ernst Krebs, è conosciuta come laetrile. Ebbene, dal 1980 in poi il laetrile è stato inserito nella “black list” della FDA dal momento che contiene piccole quantità di cianuro, sostanza spesso causa di intossicazioni ed avvelenamento. Da qui la decisione di impedire la vendita di tutti gli integratori che contengono il principio attivo incriminato.

GLI STUDI DI SUGIURA – Tuttavia, c’è un altro aspetto che ha contribuito ad accendere la diatriba. La FDA, stando ad alcuni studi realizzati ad inizio anni Ottanta, ha spiegato che l’amigdalina ha un’efficacia nulla contro i tumori, ma molti non la pensano così: per molto tempo, infatti, l’amigdalina e i suoi derivati sono stati utilizzati per integrare le terapie anti-cancro. I sostenitori di questa tesi si rifanno a una ricerca portata avanti, nel 1970, presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York: alcuni studiosi che avevano partecipato a quello studio hanno avuto anche modo di confermare le scoperte di un pioniere della ricerca sul cancro, Kanematsu Sugiura. Fino alla morte, avvenuta nel 1979, lo scienziato giapponese ha cercato di dimostrare che il laetrile non era inutile nella lotta ai tumori: anzi, a suo dire aiutava a prevenire la formazione di cellule cancerogene. Misteriosamente, le intuizioni di Sugiura non hanno mai avuto un seguito: secondo alcuni “rumors” si è cercato di non divulgarle, come accaduto inoltre per altri trattamenti naturali anti-cancro.

DUE TESI INCONCILIABILI – È dunque vero che gli studi che avevano per oggetto il laetrile non hanno avuto il giusto rilievo sulle riviste scientifiche, oppure ha ragione la FDA a parlare di una sua “inefficacia conclamata” in campo oncologico? Secondo i sostenitori della prima tesi, il cianuro contenuto nella B17 ha la proprietà di inibire lo sviluppo e la proliferazione delle cellule tumorali, specialmente nei reni, mentre non avrebbe effetti negativi su quelle sane; lo dimostrerebbe il fatto che si assumono tutti i giorni, tramite il cibo, piccole quantità di cianuro senza per questo correre il rischio di avere un’intossicazione. Insomma, se da una parte non esiste ancora nessuno studio universalmente riconosciuto sull’efficacia dell’utilizzazione terapeutica dell’amigdalina, è altresì vero che non si riescono a comprendere le ragioni di questa sorta di “embargo” che vige specialmente negli Stati Uniti.

 

 

Il team di BreakNotizie

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