Lo smacco di Tsipras all’UE che rende felici i greci

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IN QUESTI GIORNI SI È ASSAI PARLATO DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA GRECO, IL CARISMATICO YANIS VAROUFAKIS, CHE ALL’INCONTRO CON CHRISTINE LAGARDE, DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, HA GARANTITO CHE IN QUESTI GIORNI LA RATA DA 458 MILIONI DI EURO CHE PENDE SULLE CASSE GRECHE, VERRÀ PAGATA SENZA PROBLEMI.

Immediatamente la stampa occidentale si è gettata sulla notizia, “Varoufakis ha tradito le aspettative”, ma cosa sta succedendo in realtà in Grecia? Le pedine, e non solo ormai, ma anche torri, cavalli e fanti, si muovono in quella che è una vera e propria partita a scacchi fra Grecia e Unione Europea, e mentre gli osservatori internazionali sono alacremente al lavoro per delegittimare il lavoro di Alexis Tsipras, il Primo Ministro greco lancia un chiaro messaggio all’Eurozona: un’altra via per finanziarci è percorribile. Berlusconi insegna che, quando sei europeo, a stringere rapporti con i leader “non allineati” si fa una brutta fine. Silvio divenne amico di Gheddafi, e Gheddafi saltò per aria nel giro di poco, Silvio strinse rapporti secchi con Putin e Gazprom, e di lì a poco lo spread italiano finì alle stelle per una mossa tedesca, che liquidò titoli di Stato italiani senza alcuna ragione economica effettiva, ma solo con finalità speculative. Ora è la volta di Alexis Tsipras, il primo ministro greco è volato a Mosca per incontrare Vladimir Putin, e gli accordi reciproci, che gioverebbero ad entrambi i Paesi, Grecia e Russia, sembra possano prendere corpo, in barba all’Unione Europea.

La Grecia è sotto embargo economico, la Russia sotto embargo fisico, e due più due fa ancora quattro Palese anche per i più sprovveduti, la mossa di Alexis Tsipras. Il premier greco si è recato a Mosca per molteplici ragioni. Ufficialmente si tratta di semplici rapporti diplomatici, gli stessi che per anni tutti i leader d’Europa hanno intrattenuto col Cremlino senza per questo destare l’ira del mondo occidentale. Ma ora la questione è diversa: la Russia è sotto embargo europeo per la vicenda ucraina, e la Grecia è sotto embargo economico, anche se la parola “embargo” raramente viene usata, nell’ipocrisia dei media occidentali: ma l’accordo di tutti i leader europei e con potere economico e banchieri, di non acquistare titoli di stato greci, è chiaramente un embargo.

E allora? La Grecia e la Russia potrebbero stringere accordi che violano l’embargo europeo, con la Grecia che vedrebbe rinvigorito il proprio export, avrebbe grandi sconti sul gas russo, risparmiando parecchi soldini, e la Russia di controparte che vedrebbe arrivare dalla Grecia prodotti agricoli di qualità, proprio quei prodotti agricoli che l’Europa impone di lasciare sugli alberi (come per le arance italiane) per questioni economico-finanziarie.

I cittadini greci come vedono questa mossa di Tsipras? I greci, tendenzialmente, sono contenti, anche quelli che non avevano votato Tsipras. Le opportunità economiche sono innegabili, e il mantra dei greci, in guai davvero grossi da dieci anni a questa parte, con la disoccupazione alle stelle, il welfare distrutto, il baratro raggiunto, buona grazia dell’immobilismo dell’Unione Europea, capitanata da una Germania economo-espansionistica, e dunque un’Europa germanocentrica (dai, basta ipocrisie, la sede principale della BCE è in Germania), è quello di dire “va bene tutto, si guardi all’oriente, all’India, alla Russia, alla Cina”.

I greci non ci stanno a rinunciare a quest’opportunità per una vicenda tutt’altro che chiara, quella dell’Ucraina, e vedono nell’Unione Europea non un obiettivo, ma un bastone fra le ruote della ripresa economica. Lo spettro dell’austerità è ancora tangibile, l’accetta dei tagli ha mandato in mezzo alla strada un sacco di persone, e i greci hanno un forte desiderio di tornare a fare una vita normale e dignitosa.

 

 

 

 

http://www.informarexresistere.fr/2015/04/10/lo-smacco-di-tsipras-allue-che-rende-felici-i-greci/