L’Islanda non permetterà alle banche di creare moneta

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Una nuova piccola rivoluzione finanziaria potrebbe essere portata a compimento dall’Islanda. Il piccolo Paese del nord Europa sta seriamente pensando di impedire alle banche commerciali di creare moneta.

La Corona islandese, come tutte le monete del mondo, è stampata dalla Banca Centrale, non certo dalle banche private che abbiamo sotto casa. Però c’è un altro modo di creare moneta ed è quello che ha causato diverse bolle finanziarie, ovvero quello elettronico. Facciamo un esempio: quando si chiede un prestito ad una banca, questa si muove utilizzando i fondi che ha a disposizione e altri meccanismi assicurativi che le consentono, almeno come ipotesi, di non essere danneggiata qualora il debitore non paghi quanto dovuto. Invece nel 2008 è accaduto proprio questo in Islanda e in tutto il mondo occidentale. I troppi debiti non pagati e i meccanismi di speculazione finanziaria hanno portato alla terrificante crisi economica in cui ci troviamo ancora oggi.

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L’Islanda allora decise di non caricare la crisi sulle casse dello Stato, e quindi dei cittadini islandesi, avviando un percorso che portò al fallimento delle tre principali banche nazionali. Proprio per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione di allora questa proposta di legge mira ad evitare che le banche giochino con i soldi dei cittadini, lasciando il controllo finale di queste operazioni alla Banca Centrale. Le banche commerciali resterebbero delle intermediarie finanziarie ma ancora non è chiaro in che modo si possa mettere in pratica un simile meccanismo. Lo stesso deputato ed economista che ha redatto e presentato la proposta di legge, Frosti Sigurjonsson, chiarisce che le modalità di applicazione sono da approfondire.

Il team di BreakNotizie