L’inganno della sigaretta elettronica: 10 volte più cancerogena di quella normale

L’inganno della sigaretta elettronica: 10 volte più cancerogena di quella normale

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Una ricerca tedesca ha messo in evidenza i rischi legati ai vapori generati dalla sigaretta elettronica, ritenuti innocui dalla maggior parte delle persone.

Le sigarette elettroniche, ormai di moda specialmente fra i giovani, non sono un’alternativa così “sicura” alle sigarette tradizionali, come molti pensano, anzi: secondo un recente studio tedesco sarebbero 10 volte più cancerogene delle altre. Questo dispositivo elettronico è nato per offrire ai fumatori un modo differente di consumare i tabacchi lavorati come sigarette, pipe e sigari e che, pur ricalcando il gesto e le percezioni sensoriali del fumare, dovrebbe aiutare ad attenuare la dipendenza da fumo.

L’e-cig funziona tramite l’evaporazione di una soluzione a base di glicerolo, glicole propilenico, aromi, nicotina ed acqua. Il liquido viene vaporizzato tramite un atomizzatore, dispositivo alimentato con una batteria ricaricabile. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, però, il liquido delle sigarette elettroniche non è costituito soltanto da innocua “acqua aromatizzata”: sebbene non sia presente il catrame del fumo delle sigarette normali vi sono comunque delle sostanze organiche volatili come glicole propilenico, formaldeide, acetone, benzopirene, silicati, acetaldeide e particelle metalliche di varia natura che vengono emessi come foschia o aerosol all’interno del cavo orale esponendo i tessuti della bocca e dell’apparato respiratorio a tali composti.

Secondo lo studio portato avanti dagli scienziati del Centro di Ricerca Tedesco sul Cancro di Heildelberg, queste nanoparticelle dal diametro inferiore a 2,5 micron posso penetrare nei polmoni in profondità. Le percentuali di sostanze più tossiche sono minori rispetto alle tradizionali sigarette però tendono ad accumularsi nella cavità orale uccidendone le cellule ed aumentando esponenzialmente il rischio di infezioni e tumore alla bocca. Come osservato dall’equipe di ricercatori, dopo appena un giorno di esposizione muore il 18% delle cellule del cavo orale, dopo due giorni il 40% e dopo tre si arriva al 53%. Per avere un’idea dell’entità del danno basti pensare che il normale tasso di mortalità giornaliero di queste cellule in base al processo di rigenerazione fisiologica è solamente del 2%. La zona maggiormente colpita è il tessuto epiteliale delle gengive ovvero la prima difesa contro le infezioni batteriche a livello orale.

Lo studio ha inoltre evidenziato che, rispetto alle sigarette normali, quelle elettroniche producono una quantità minima di particelle ultrafine, tuttavia queste sostanze possono essere inalate facilmente anche da chi non fuma e lo assume per via passiva, specialmente se ci si trova in ambienti chiusi. L’esposizione a tali emissioni può causare infiammazioni, infezioni, malattie alle gengive e sul lungo termine un aumento del  rischio di cancro.

Il Team di Breaknotizie

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