L’Indonesia continua a bruciare di fronte all’indifferenza del Mondo

L’Indonesia continua a bruciare di fronte all’indifferenza del Mondo

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Oltre cinquemila mila miglia di terreni in fiamme, animali costretti a scappare dai propri habitat naturali: un crimine perpetrato contro la Natura e l’umanità stessa. Accade in Indonesia, ma questa incredibile catastrofe ecologica, la più grande del XXI secolo, è stata finora totalmente ignorata dai mass media.

Una vasta estensione di terra è dilaniata dalle fiamme, un vero e proprio inferno: in alcune città la visibilità è ridotta sino a 30 metri e le persone continuano a morire per soffocamento. Le mascherine di protezione che si stanno distribuendo in tutto il Paese ai cittadini ben poco possono fare contro uno smog che non lascia nemmeno filtrare la luce del sole. Per avere un’idea della gravità della situazione basti sapere che, nell’arco di tempo di tre settimane, questi incendi stanno producendo più CO2 di quanta ne rilasci la Germania in un anno.

Anche la fauna è in grosso pericolo: leopardi, oranghi, gibboni, orsi, la tigre ed il rinoceronte del Sumatra sono fra le specie più minacciate dalle fiamme in gran parte del Paese. Una delle province maggiormente colpite è la Papua dell’Ovest, ricca di specie endemiche. A bruciare inoltre non sono soltanto le foreste, ma la terra stessa. Questo perché gran parte di esse sono situate sopra degli estesi giacimenti di torba. Quando il fuoco penetra in questi terreni la cenere vi persiste a lungo dando vita a nuvole di metano, ozono, monossido di carbonio e altri gas velenosi come il cianuro di ammonio. I pinnacoli di fumo si diffondono poi per centinaia di miglia.

Per decenni le foreste indonesiane sono state lottizzate per ricavarne del legname. Dei canali sono stati convogliati attraverso i giacimenti di torba in modo da far asciugare e drenare il terreno. Tutto intorno sono sorte delle fattorie, che continuano a distruggere ciò che rimane delle foreste pluviali per poter piantare monocolture finalizzate alla produzione di legno, pasta di legno ed olio di palma. Il modo più semplice e veloce per farsi spazio e disfarsi della foresta è darle fuoco ed è questa la causa dei grandi disastri ecologici, specie se agli incendi si aggiungono anche eventi climatici incontrollabili come il Niño.

Anche a livello politico l’Indonesia ha molti problemi: è un Paese dove regna la corruzione ed il suo presidente, Joko Widodo, pur professandosi democratico, non pare in grado di fronteggiare i problemi della nazione. Esistono infatti nel Paese delle organizzazioni criminali che si occupano della deforestazione illegale, appoggiate da un’organizzazione paramilitare, i “Gioventù-Pancasila“, con oltre tre milioni di seguaci, i quali atteggiamenti ricordano molto da vicino le milizie fasciste.

Benché il Presidente desideri fermare gli incendi, ciò che può fare è davvero molto poco e le politiche attuate sinora sono quantomeno contraddittorie: sono state concesse delle sovvenzioni ulteriori per produrre olio di palma, una delle cause principali della deforestazione e degli incendi. Inoltre vi sono funzionari del governo stesso che sostengono che rinunciare alla produzione di olio di palma bloccherebbe lo sviluppo del Paese. Ma che sviluppo può esserci in quel fumo che sta soffocando la nazione intera e che è costato sinora almeno 30 miliardi di dollari?

Il team di BreakNotizie

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