“L’euro è morto”: il futuro della Francia si chiama Frexit?

“L’euro è morto”: il futuro della Francia si chiama Frexit?

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Il prossimo 7 maggio in Francia si terrà il ballottaggio fra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron per la conquista dell’Eliseo: a prescindere dal risultato il finale, l’euro pare sia ormai giunto al capolinea.

A distanza di una settimana dal secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, Marine Le Pen, presidente del Front National nonché Membro del Parlamento Europeo, ha ribadito ai suoi sostenitori che l’euro è morto e che dovrebbe essere impiegato soltanto da grandi aziende per il commercio internazionale, mentre la Francia dovrebbe riprendere il controllo della propria economia e reintrodurre il vecchio franco. “Dobbiamo adattare la moneta all’economia del Paese, l’euro allo stato attuale delle cose è soltanto un peso”, ha dichiarato Le Pen durante un’intervista rilasciata di recente al quotidiano francese Le Parisien. “Avremo una moneta nazionale come tutti gli altri Paesi e avremo una moneta comune insieme”.

Lo scorso 29 aprile, Marine Le Pen ha siglato una coalizione elettorale con il suo ex avversario Nicolas Dupont-Aignan, collega euroscettico che ha raccolto il 4,7% dei voti durante il primo turno del 23 aprile e che, secondo le promesse, diverrà a tutti gli effetti Primo Ministro nel caso in cui la rappresentante dell’estrema destra venga eletta. “Creeremo un governo di unità nazionale“, ha dichiarato Le Pen nel corso di una conferenza stampa insieme al leader di Debout la France. L’intenzione della candidata alla presidenza sarebbe inoltre quella di organizzare, nel giro di un anno e mezzo, un ritorno coordinato alle valute nazionali. Eppure, in base alle affermazioni fatte da Dupont-Aignan in conferenza stampa, il ritorno al franco non sarebbe così pressante: “La transizione dalla moneta unica alla moneta comune europea non è un presupposto di tutta la politica economica, il calendario si adatterà alle immediate priorità e alle sfide che il governo francese deve affrontare”.

Il diretto avversario di Le Pen, Emmanuel Macron, a capo del partito En Marche! e a favore di un’integrazione europea più radicata, è anch’egli scettico riguardo l’euro nel suo stato attuale, sebbene abbia insistito su delle riforme atte a rafforzare la moneta unica. “La verità è che dobbiamo riconoscere collettivamente che l’euro è incompleto e non può durare senza grandi riforme“, ha affermato Macron lo scorso gennaio, citando una mancanza di fiducia tra Francia e Germania che ostacola le necessarie riforme. “La disfunzione dell’euro è positiva per la Germania: l’euro non è altro che un debole marco tedesco. Lo status quo è sinonimo di smantellamento dell’euro nell’arco di dieci anni”. Qualunque destino attenda la Francia non si prospetta comunque un futuro roseo per l’euro, in entrambi i casi.

Le Pen, che andrà al ballottaggio con Macron il prossimo 7 maggio, spera in un secondo voto e ha ripetutamente promesso al suo collegio elettorale di lasciare la zona euro, indire un referendum in stile Brexit e imporre delle tasse sui lavoratori stranieri. Ha anche promesso di abbassare l’età pensionabile e di aumentare alcuni benefici sociali riducendo l’imposta sul reddito. Nonostante le sue proposte audaci e radicali, Le Pen continua a stare dietro al suo rivale nei sondaggi elettorali. In un’indagine di Odoxa pubblicata lo scorso 28 aprile, il sostegno di Macron è del 59 % contro il 41 % di Le Pen. A chi andranno le preferenze del popolo francese?

Il Team di Breaknotizie

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