L’Eurasia verso il cambiamento dopo l’accordo fra India e Pakistan

L’Eurasia verso il cambiamento dopo l’accordo fra India e Pakistan

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In questi ultimi mesi l’India, guidata dall’innovativo primo ministro Narendra Modi, ed il Pakistan, col premier Nawaz Sharif, si sono aperti ad un possibile dialogo costruttivo dopo oltre 70 anni di conflitti e tensioni lungo il confine. I due Paesi euroasiatici adesso puntano ad una collaborazione politica ed economica in piena armonia, che cambierebbe in meglio l’assetto geopolitico attuale di caos e guerre. Le due nazioni diverranno il cuore pulsante della “Shangai Cooperation Organization”, causando notevoli ripercussioni anche su Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.

L’India, dopo la lunga egemonia storica dell’Inghilterra con una sottintesa influenza americana, ha finalmente compiuto, tramite il nuovo governo, i primi passi decisivi per la distensione e per porre dunque fine all’infinito conflitto fra Pakistan ed India sul Kashmir. In seguito alla rielezione nel 2013 di Nawaz Sharif, punjabi del Kashmir nonché capo della “Lega musulmana pakistana”, vi è stato un progressivo allontanamento del Pakistan da Washington, che dal 2001, tramite il generale Musharraf, aveva guidato la guerra al terrorismo, specialmente in Afghanistan.
Sebbene Sharif abbia comunque mantenuto rapporti amichevoli col governo Usa non è così influenzabile ed ha preferito piuttosto rinsaldare i vecchi legami con la Cina e con la Russia, alleata dell’India sin dai tempi della guerra fredda.

Dal canto suo Modi, dall’elezione di due anni fa ha avviato un processo di rinnovamento della burocrazia statale indiana, in modo da favorire gli investimenti esteri diretti e rendendo l’India nazione leader nel settore, superando persino la Cina nel 2015. Non solo, il premier ha apportato anche dei notevoli miglioramenti anche nel campo delle infrastrutture dei trasporti indiani, soprattutto reti ferroviarie ed autostradali, in modo da creare collegamenti moderni ed efficienti anche per le aree più remote del Paese.
L’agenda economica di Modi è impressionante ed egli è consapevole del fatto che la rivoluzionaria trasformazione economica dell’India dipenderà anche dal collegamento cruciale con i giganti dell’area euroasiatica: Russia e Cina.

L”Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai“, creata nel 2001 per favorire la cooperazione fra Russia, Cina, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Kazakistan ha esteso nel 2016 lo stato di adesione di India e Pakistan. Si tratta della prima espansione nei 15 anni di vita della SCO ed anche la più significativa poiché si tratta di un’apertura totale dell’intera zona euroasiatica. L’obiettivo del premier Modi è quello di collegare la rete indiana ferroviaria con quella appartenente al progetto cinese della “Via della Seta” e la riappacificazione col Pakistan è la chiave affinché ciò venga reso possibile. In questi ultimi mesi inoltre il governo di Sharif ha contribuito a cambiare geo-politicamente il Pakistan stesso, considerato per decenni una sorta di “vassallo” al servizio della ricca Arabia Saudita. Lo scorso dicembre infatti il ministro degli Esteri pakistano ha preso posizione nei confronti del principe saudita Salman, negandogli lo schieramento delle truppe pakistane in Siria.

La grande sfida per gli Stati aderenti al SCO sarà impedire che il terrorismo ed altre ingerenze esterne pregiudichino la distensione fra India e Pakistan. Gli interessi economici in gioco sono enormi ed i prossimi mesi si riveleranno determinanti per il futuro assetto dell’Eurasia e della pace mondiale.

 

 

Il team di BreakNotizie

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