Legami col terrorismo per Endorgan: la pesante accusa dei cittadini turchi

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L’opinione pubblica turca è ancora molto scossa per il grave attentato verificatosi nella capitale Ankara lo scorso 10 ottobre, che ha visto coinvolte oltre un centinaio di persone fra morti e feriti segnando così col sangue la corsa del Paese verso le elezioni politiche previste per il prossimo 11 novembre.

A migliaia si sono riuniti ad Ankara nel luogo esatto dove l’attentato è avvenuto per esprimere la propria indignazione e lanciare un pesante j’accuse contro il presidente della Repubblica Turca Recep Tayyip Erdoğan, tacciato di essere il mandante dell’atto terroristico e di avere dei legami diretti con l’ISIS, fattore che sta spingendo il Paese verso il baratro del totalitarismo.

In particolare, a detta di molti, l’attentato farebbe parte di una strategia di governo che, per mezzo dei propri servizi di intelligence, sta tentando di fomentare tensioni all’interno del Paese nei confronti dei suoi oppositori, in modo da apparire come garante della sicurezza nazionale. Una vera e propria “strategia della tensione” in chiave turca.

Non solo, la colpevolezza di Erdoğan è ormai provata da numerosi documenti, testimonianze e filmati che attestano la collaborazione dei servizi turchi con il gruppo terrorista dei takfiri, uomini che operano al confine con la Siria e a cui l’esercito turco ha fornito munizioni, armi, rifornimenti e basi, permettendogli di infiltrarsi nel Paese arabo tramite la frontiera turca. Si dice addirittura che Erdoğan sia in realtà il capo militare dell’ISIS. D’altra parte non è un mistero che Erdoğan sia il nemico numero uno del governo siriano di Assad e che da tempo egli accarezzi un piano di espansione per annettere alla Turchia la zona nord della Siria, in particolare Idlib e Aleppo.

Erdoğan Assassino” è stato lo slogan più gridato dai manifestanti riunitisi il giorno dopo l’attentato nella piazza di Ankara per chiedere a gran voce le dimissioni del presidente e del suo governo. Una delle persone a capo della protesta ha reso noto che i cittadini attendono la data delle prossime elezioni per liberarsi del governo attuale, anche se a questo punto non è detto che Erdoğan non possa pianificare nuovi raggiri per mettere a tacere l’opposizione. Ciò che è successo ad Ankara lo scorso 10 ottobre infatti non era il primo attacco terroristico ma certamente il più grave messo a punto dalla minoranza curda in reazione agli attacchi dell’Esercito.

Non ci sarebbe da stupirsi, inoltre, se questa strategia della tensione fosse appoggiata in segreto da oltre oceano: da diversi anni infatti Washington sta conducendo una sorta di doppio gioco per avere il rovesciamento di Assad e la frammentazione dell’Iraq e della Siria col pretesto della lotta al terrorismo islamico, terrorismo di cui gli stessi statunitensi sono responsabili, assieme a turchi e sauditi.
È questo, molto probabilmente, il vero motivo per cui gli Stati Uniti si sono opposti fortemente ai bombardamenti russi che, a detta di Washington, avrebbero colpito pure quegli oppositori “moderati” del governo della Siria, addestrati dalla CIA in dei campi speciali in Turchia e Giordania. L’intervento di Mosca in Siria ha senza dubbio scombinato i piani statunitensi ma non è detto che gli USA si siano arresi al temporaneo fallimento; la Turchia di Erdoğan rappresenta ancora un alleato fedele ed indubbiamente un’importante pedina sulla scacchiera della questione medio orientale.

Il team di BreakNotizie