L’effetto Milgram applicato ai giorni nostri: la sconcertante verità rivelata da un team di scienziati polacchi

L’effetto Milgram applicato ai giorni nostri: la sconcertante verità rivelata da un team di scienziati polacchi

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Una ricerca basata sul famoso esperimento sociale ispirato ai campi di concentramento mostra il lato più oscuro della mente umana.

Un team di scienziati polacchi ha effettuato un test sociale basato sul famoso esperimento di Milgram riguardante i campi di concentramento, al fine di stabilire se delle persone sottoposte ad una certa pressione ed obbligate ad obbedire ai comandi di una figura riconosciuta come autorevole siano capaci di andare contro i propri valori morali arrivando a fare del male a terze persone.

Il primo esperimento di questo tipo venne condotto nel 1960 dallo psicologo americano Stanley Milgram, dal quale la sperimentazione prende il nome, presso l’Università di Yale. Il suo obiettivo era quello di scoprire se degli studenti sarebbero stati disposti ad infliggere delle scosse elettriche ad un’altra persona, se istigati da uno sperimentatore. Il fine ultimo, all’indomani della seconda guerra mondiale e con i processi in corso a Gerusalemme contro il famoso criminale nazista Adolf Eichmann, era quello di rispondere al quesito “È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini?“. In altre parole, i subalterni che lavoravano in queste fabbriche di morte chiamate lager avevano partecipato consapevolmente alla Shoah?

I volontari partecipanti all’esperimento venivano costretti a “punire” i propri partner con una scossa elettrica per ogni risposta sbagliata fornita, aumentando di volta in volta la tensione da 15 a 450 Volt. In realtà, il dispositivo utilizzato per generare scosse elettriche era finto ed erano finti pure i partner dell’esperimento, attori che simulavano l’effetto delle scosse elettrice ricevute, all’insaputa dei tester. Nel corso dell’esperimento gli attori arrivarono ad implorare e pregare affinché le torture cessassero, mentre Milgram chiedeva ai volontari di continuare con la procedura “ad ogni costo”. I risultati di quell’esperimento furono a dir poco spaventosi: i volontari, messi sotto pressione, obbedivano agli ordini, nonostante ciò significasse infliggere una tortura ad un’altra persona. L’esperimento causò molto malcontento nei circoli scientifici dell’epoca: alcuni ricercatori misero in discussione la professionalità di Milgram, altri lo accusarono di aver falsato i dati e minacciarono di querelarlo.

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Recentemente, il sociologo polacco Tomasz Grzyb ed il suo team hanno deciso di replicare il celebre esperimento in patria. Questa decisione è stata dettata dal diffuso assunto secondo il quale un test del genere avrebbe potuto portare a risultati differenti se condotto in Paesi che avevano già avuto a che fare in passato con un’ideologia totalitaria, come l’Europa dell’Est, rispetto agli Usa, che effettivamente non avevano mai realmente sperimentato un governo totalitario. Il risultato, pubblicato sulla rivista scientifica Social Psychological and Personality Science, ha stupito i ricercatori ancora una volta: nessuna differenza è stata rilevata fra il comportamento dei tester polacchi ed i tester americani degli anni ‘60.

La maggior parte delle persone, messe al corrente sugli esperimenti di Milgram, tende sempre a sostenere che al posto dei volontari si sarebbe comportata diversamente” ha affermato Grzyb. “Il nostro studio invece, ancora una volta, ha dimostrato l’eccezionale potere della situazione in cui i volontari si ritrovano e la facilità con la quale questi possono arrivare a compiere azioni che in normali condizioni trovano sgradevoli”. Grzyb ed il suo team hanno testato un gruppo di 80 volontari, costituito da giovani polacchi che non avevano mai vissuto l’ideologia totalitaria e da persone anziane di età compresa fra i 70 ed i 79 anni, vissuti ai tempi del totalitarismo e ben consci delle conseguenze legate alla “disobbedienza”. Si è osservato però che il 90% dei volontari, sia anziani che giovani, obbedivano ai comandi impartiti sottoponendo i propri partner a scosse elettriche, proprio come i loro predecessori americani. Si è notata inoltre una tendenza interessante: quando si trattava di infliggere scosse elettriche ad una donna, il numero di rifiuti al comando è aumentato del 10%. Sinora il team di ricercatori non ha saputo dare una spiegazione concreta a questo comportamento.

Ciononostante, i risultati complessivi generano non poche perplessità sulla natura umana e su possibili scenari futuri, oltre a far riflettere ancora una volta sull’abominio dei campi di concentramento. La mente è davvero così labile ed in condizioni particolari possiamo essere manipolati e portati a fare del male, a dispetto dei nostri ideali? O la verità, quella più inconfessabile a noi stessi, è che in realtà l’uomo, spogliato di tutte le sue maschere etiche, sociali e culturali, non è altro che un individuo egoista e spietato?

 

 

Il team di BreakNotizie

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