Le vere motivazioni dietro alla guerra in Libia: il doppiogioco di Sarkozy

Le vere motivazioni dietro alla guerra in Libia: il doppiogioco di Sarkozy

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Secondo due giornalisti francesi, l’elezione di Sarkozy sarebbe stata possibile grazie ai grossi prestiti di Gheddafi per la campagna elettorale. Un vero e proprio scandalo che il nuovo presidente francese ha cercato di tenere nascosto…

La guerra in Libia, sostenuta da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ha messo in ginocchio l’intera nazione e ha permesso la diffusione delle bandiere nere dello Stato Islamico. Il conflitto fu fortemente voluto da Nicolas Sarkozy, e nessuno ai tempi riuscì a comprendere per quale motivo il presidente francese volesse lanciarsi in un’impresa così folle. Su questo aspetto sono state fatte numerose ipotesi: da un lato si parlava di interessi economici legati al petrolio, come nei più classici moventi di un Paese occidentale, dall’altro invece di grossi prestiti elargiti dal raìs Muammar Gheddafi per sostenere la campagna elettorale di Sarkozy.

Un libro pubblicato recentemente, scritto dai giornalisti francesi Karl Laske e Fabrice Arfi, inchioda definitivamente l’ex presidente francese. Si parla di borse colme di banconote che viaggiavano tra Tripoli e Parigi, bonifici sospetti, lettere che promettevano milioni per favorire l’elezione del leader della destra francese del 2007. Subito dopo la vittoria delle elezioni presidenziali, il 6 maggio 2007, Sarkozy aveva persino contattato Gheddafi, ringraziandolo per le sue preghiere. A detta dei due giornalisti: “La conversazione fa capire che esiste un’estrema intimità tra i due”. Una storia che ha dell’inverosimile ma, come scritto da Laske e Arfi, è reale, e per essere capita a fondo andrebbe ripercorsa dal 2011, ai tempi delle primavere arabe. Dopo la caduta dei regimi in Egitto e in Tunisia, le rivolte si animano anche in Libia. In questo frangente è Sarkozy a lanciare l’idea di un intervento militare in aiuto degli insorti e quindi contro il regime di Gheddafi.

A distanza di una settimana dal conflitto, nel febbraio del 2011, l’agenzia di stato libica aveva annunciato l’imminente pubblicazione di un grave segreto che avrebbe potuto causare la caduta del leader francese ed un conseguente processo in merito al finanziamento della sua campagna elettorale. “Sarkozy aveva visto quello che era successo a Tunisi e a Il Cairo, dove gli insorti saccheggiavano gli archivi del regime. Forse in quegli archivi aveva qualcosa da nascondere. Forse non voleva che Gheddafi si salvasse, non doveva parlare”.

Non solo: in una lettera scritta a mano da un dirigente libico si parla di 50 milioni di euro da versare proprio per la campagna elettorale del politico francese. Al contempo Bagdadi al Mahmoudi, ex capo dei servizi segreti della Libia, parla di un pagamento di 5 milioni, mentre il faccendiere Ziad Takieddine ha dichiarato ai magistrati di aver consegnato personalmente valigie piene di soldi a Claude Guéant, direttore della campagna. In un diario di Choukri Ghanem, ex ministro libico, viene citata la somma di 6,5 miliardi di euro versati a Sarkozy. Dietro a questi documenti, però, ci celano anche molte morti misteriose, come quella dello stesso Ghanem, il cui corpo è stato rinvenuto nel Danubio. Diversi altri testimoni sono scomparsi.

Il Team di Breaknotizie

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