Le ultime volontà di Bernardo Caprotti e il destino di Esselunga

Le ultime volontà di Bernardo Caprotti e il destino di Esselunga

- in Italia
399
0

C’era molta curiosità intorno alle ultime volontà di Bernardo Caprotti e al connesso destino della sua creatura: alla fine Esselunga è andato a Giuliana Albera e Mariana Sylvia.

Le ultime volontà del fondatore e padre di Esselunga, una delle più grandi epopee imprenditoriali italiane e internazionali, sono state svelate alcuni giorni fa in uno dei più importanti studi notarili milanesi. Non vi sono state sorprese rispetto al 25% che la legge lascia nella libera disponibilità di chi deve decidere dei propri beni. Bernardo Caprotti infatti ha lasciato questa parte del suo asse ereditario a quella che era l’attuale moglie e alla figlia con lei avuta. In questo modo Giuliana Albera e Marianna Sylvia si ritrovano con in mano le redini di “Supermarkets Italiani”, ovvero la società controllante dell’impero Essselunga.

Infatti con poco meno del 67% della holding, la seconda moglie di Caprotti e la figlia ora hanno ampiamente il controllo dell’azienda. Giuseppe, uno dei figli avuti dalla prima unione, non ha preso benissimo la notizia: interpellato sulle scelte contenute nel testamento si è limitato a dire che il suo sarà un impegno volto solo ed esclusivamente a cercare di “salvare il gruppo”. Caprotti nelle sue ultime volontà ha anche disposto per quanto riguarda tutto il resto del proprio patrimonio, assai ampio tra beni mobili e immobili. Da segnalare come, per quanto riguarda la sua creatura, abbia esplicitamente posto il divieto di una futura cessione alle Coop.

Poche ore prima rispetto all’apertura del testamento, si erano riuniti i vertici della controllante di Esselunga: la riunione è stata molto importante perchè è stato posto un punto fermo molto importante, consistente nel blocco, almeno per il momento, di qualsiasi trattativa avente come scopo ultimo la cessione del gruppo.
Caprotti lascia una creatura che al momento ha un valore di mercato che si aggira su una cifra di poco inferiore ai 10 miliardi di euro, di cui 7 sono soltanto di fatturato. Per capire quelle che sono le condizioni attuali del suo impero, basti capire che la redditività dell’azienda è la più alta del Vecchio Contiente, se rapportata ad ogni singolo metro quadrato occupato dai 150 punti vendita.

Con le ultime volontà del fondatore si è scritto un altro capitolo di una storia travagliata per quanto riguarda i vertici dell’azienda. Tutti ricordano come nel 1996 il controllo della società passò ai figli di primo letto, ovvero Giuseppe e Violetta. Tuttavia Caprotti si preservò, attraverso un escamotage legale, il diritto di tornare in possesso di tutte le azioni del gruppo, cosa che fece otto anni dopo. Da allora sono stati anni di battaglie giudiziarie e a mezzo stampa, che si sono sopite soltanto negli ultimissimi anni. Ora è arrivata la morte del patriarca e il suo testamento, che pone un punto definitivo sulla questione di chi dovrà comandare in un momento molto complicato come quello di una possibile cessione a gruppi esteri. I figli avuti dalla prima unione sono costretti ad accontentarsi di quote non decisive per indirizzare il destino del gruppo e non è chiaro se accetteranno questo ruolo tecnicamente marginale.

 

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Il risveglio dell’Uomo ed il ruolo dell’Amore universale

Il mondo è dominato dai poteri occulti che