Le otto strategie della manipolazione di massa

Le otto strategie della manipolazione di massa

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Ecco 8 principali  tecniche che vengono utilizzate dal sistema per controllare le masse

Il controllo mentale viene da tempo orchestrato da quanti studiano il comportamento umano con l’obiettivo di piegare grandi masse al volere di pochi “eletti”, conferendogli in questo modo potere. Viviamo in un’epoca pericolosa, nella quale il controllo mentale ha assunto una dimensione tale da rischiare di divenire una condizione permanente se le persone non divengono coscienti delle tecniche e degli strumenti che la dittatura tecnocratica sfrutta su scala mondiale per controllarle. L’attuale controllo mentale non è solo tecnologico ma soprattutto psicologico. I suoi effetti però si possono ridurre o eliminare, se si diventa consapevoli della sua natura ingannevole e schiavista. Vediamo insieme le 8 principali strategie impiegate per la manipolazione mediatica.

1. La strategia di distrazione. L’elemento base per il controllo di una società è la cosiddetta strategia di distrazione che consiste nello sviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti, quali cambiamenti politici o economici, a informazioni di minore importanza ma che suscitano scalpore e distraggono quindi dal vero problema. Questa strategia è indispensabile anche per impedire al pubblico di interessarsi veramente alle conoscenze essenziali inerenti ad esempio i campi della scienza, dell’economia, della psicologia. L’attenzione del pubblico viene sviata su temi vuoti, senza una reale importanza, in modo da tenerlo occupato e non dargli modo di pensare, come degli automi senza cervello.

2. Problema – Reazione – Soluzione. Creare un problema ed offrire poi la soluzione è un’altra strategia per manipolare la massa. Si crea un problema in modo da ottenere una determinata reazione da parte della massa in modo che divenga più facile farle accettare delle misure che si desideravano prendere prima che il problema venisse causato. Un esempio pratico, ad esempio, è permettere che la violenza urbana dilaghi, o mettere su degli attentati, in modo da far sì che sia il popolo a chiedere delle leggi sulla sicurezza e conseguenti politiche a discapito della libertà. O ancora, creare una situazione di crisi economica per far sembrare un “male necessario” e quindi accettabile la retrocessione di certi diritti sociali o lo smantellamento di alcuni servizi pubblici.

3. La strategia di gradualità. Questa strategia ricorda un po’ la storia della rana bollita: per far accettare qualcosa che in realtà non lo è, basta applicare questa misura in maniera graduale, col contagocce, per diversi anni. È tramite questa tecnica che il neoliberismo si è imposto fra gli anni ’80 e ’90: stato minimo, privatizzazioni, flessibilità, disoccupazione di massa, salari bassi, precarietà, cambiamenti che se fossero stati applicati tutti in una sola volta avrebbero certamente causato una rivoluzione sociale.

4. La strategia del posticipare. Un’altra tecnica per far accettare dalla massa una decisione impopolare è quella di mostrarla anticipatamente come unica soluzione, dolorosa ma necessaria, da applicare in futuro. Il fatto che si tratti di un “eventuale sacrificio futuro” lo fa diventare più accettabile agli occhi della massa, sia perché lo sforzo richiesto non è immediato, sia perché vi è l’ingenua speranza che un indomani le cose possano andar meglio e che quindi il sacrificio si possa evitare. Nel frattempo, però, il pubblico ha più tempo per abituarsi all’idea del cambiamento ed accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5. Rivolgersi al pubblico come fossero bambini. Avete mai fatto caso al fatto che la maggior parte delle pubblicità impiega un lessico, un’ambientazione ed un registro infantile, come se lo spettatore al quale si rivolge sia un bimbo o una persona incapace di pensare con la propria testa? Questa tecnica in realtà è molto subdola poiché, a seconda della suggestionabilità della persona in questione, questa tenderà molto probabilmente ad una reazione o risposta priva di senso critico… proprio come quella di un bambino.

6. Puntare sull’emotivo delle persone. Sfruttare l’emozione è una delle strategie più diffuse per distogliere dall’analisi razionale e far venire meno il senso critico di un individuo. L’impiego di un registro emotivo, inoltre, apre la porta di accesso all’inconscio per suggerire idee, paure, desideri o indurre comportamenti. Questo funziona sia nel campo pubblicitario ma anche, più pericolosamente, nei discorsi politici.

7. Mantenere la massa nella mediocrità e nell’ignoranza. Questa strategia consiste nel rendere il pubblico incapace di comprendere i metodi impiegati per controllarlo e le tecnologie atte a perseguire questo scopo. Al contempo si incoraggia la mediocrità come stile e modello di vita, come assoluta “normalità”. Manipolare un popolo ignorante è molto più semplice, dopotutto.

8. Indurre il senso di colpevolezza. Far credere agli individui che sono unicamente loro i responsabili delle proprie disgrazie, con la propria ignoranza, scarse capacità e sforzi insufficienti, è una maniera molto sottile per indurli a svalutarsi, incolparsi e via via cadere nella depressione, anziché ribellarsi al sistema. Ciò porta le persone ad inibire la propria azione e la propria volontà. E senza questi due elementi non vi è rivoluzione!

Il Team di Breaknotizie

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