Le ipotesi al vaglio per lo schianto dell’Airbus russo nella penisola del Sinai

Le ipotesi al vaglio per lo schianto dell’Airbus russo nella penisola del Sinai

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Sabato 31 ottobre è avvenuto lo schianto di un aereo nella penisola del Sinai, in Egitto. L’aereo in questione era un Airbus A321 e apparteneva alla compagnia russa “Kogalymavia”: stava effettuando il volo numero 9268 ed era partito da Sharm El Sheik per dirigersi verso San Pietroburgo.


Viaggiava con 217 passeggeri più 7 membri dell’equipaggio ma, nel disastro, nessuno di loro è riuscito a salvarsi.

Dopo la tragedia, sono subito state avviate delle inchieste per capire, anche grazie alle registrazioni dei dati contenuti nelle scatole nere, le cause che hanno portato al drammatico evento.
Varie sono le teorie azzardate dagli inquirenti, tra cui:

Guasto tecnico
A sostegno di questa ipotesi ci sono almeno due elementi: le notizie riportate dall’agenzia “Reuters”, basate su fonti anonime risalenti al Consiglio di Sicurezza del Sinai, le quali riportano che, da una prima analisi dei rottami dell’aereo, ci sarebbero elementi per supporre la presenza di un guasto. Ciò sarebbe in accordo con quanto riportato dal sito “Flightradar24”, il quale critica la vecchia struttura dell’aereo, che era in servizio da ben 18 anni.
Inoltre, secondo quanto riportato dall’ex moglie del secondo pilota Sergey Trukhachev pare che, poco prima della tragedia, il pilota avesse richiesto un cambio di rotta, con un atterraggio d’emergenza all’aeroporto del Cairo, lamentandosi delle condizioni tecniche del velivolo anche prima della partenza.
La compagnia aerea “Kogalymavia” però non accetta le accuse e risponde a tono, asserendo che i controlli richiesti per legge erano stati regolarmente effettuati sul velivolo nel 2014, e aggiunge che tutte le azioni manutentive erano state applicate nel pieno rispetto dei tempi previsti.

Attentato terroristico
L’ipotesi che spaventa e preoccupa di più è quella che vede la caduta del velivolo legata a una matrice terroristica. In effetti, poco dopo il disastro, il canale televisivo “Al Jazeera” aveva riportato la notizia che i combattenti dell’ISIS avevano rivendicato l’attentato, asserendo di aver colpito l’aereo in volo con un lanciarazzi. Nonostante la gravità della notizia, però, non ci sono prove che ne dimostrino l’attendibilità e quindi, per ora, rimane una pura ipotesi. I tempi di indagine sono lunghi, come ha ammesso il Ministro dei Trasporti della Federazione russa, Maxim Sokolov, il quale ha parlato di una inchiesta internazionale per appurare la verità.
Nonostante lo scetticismo sulla rivendicazione dell’ISIS, le principali compagnie aeree “Lufthansa”, “Air France” ed “Emirates” hanno sospeso i propri voli diretti e in partenza dall’ Egitto.
Nonostante non ci sia ancora chiarezza sull’accaduto, le polemiche non si smorzano: Richard Quest, esperto di aviazione e giornalista presso la CNN, ha affermato che l’aereo è caduto dopo soli 23 minuti di volo, in un momento in cui, in genere, è inserito il pilota automatico ed è molto improbabile che possano accadere guasti tecnici.
Secondo invece un redattore di “Flightglobal”, un importante portale dedicato al volo, nonostante in quella zona ci siano molti gruppi affiliati all’ ISIS, l’aereo era a una quota troppo alta per poter essere abbattuto da un bazooka e, come aggiunge il prestigioso “Times”, l’occasione di autopubblicizzarsi era troppo ghiotta per non essere colta dai terroristi.

Errore umano
Questa teoria è portata avanti, principalmente, dal vice presidente della Commissione Trasporti della Duma, Mikhail Bryachak. Egli ha infatti affermato che un errore umano potrebbe essere stato commesso durante i controlli o a bordo, ma la “Kogalymavia” ha risposto che il comandante Valery Nemov era un pilota esperto e con più di 12mila ore di volo, di cui 3860 a bordo dell’Airbus A321.

Il team di BreakNotizie

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