Le cinque leggi biologiche: ecco la teoria del dottor Hamer

Le cinque leggi biologiche: ecco la teoria del dottor Hamer

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A seguito di studi e ricerche, il dottor Ryke Geerd Hamer ha dato forma alla cosiddetta Teoria delle cinque leggi biologiche, grazie alla quale è possibile capire il legame che nasce tra un individuo affetto da una malattia e la malattia stessa. Secondo Hamer, tali leggi possono essere rintracciate in ogni paziente e, dunque, devono essere considerate universalmente attendibili. Ma vediamo nel dettaglio in che cosa consistono queste cinque leggi biologiche.

La prima legge teorizzata da Hamer prende il nome di legge ferrea del cancro. Nell’opinione dello studioso, ogni malattia viene scatenata da uno shock molto forte ed inaspettato. Ovviamente, non stiamo parlando di normali conflitti ma, piuttosto, di situazioni traumatiche che non consentono all’individuo di poter reagire. Tale shock provoca conseguenze a livello psichico, a livello celebrale e, soprattutto, a livello organico. È questo il procedimento che viene messo in atto negli individui affetti da una malattia. In pratica, i mutamenti che si verificano durante il decorso della malattia si paleseranno su tutti e tre i livelli sopraelencati.

La seconda legge è quella del decorso bifasico della malattia, necessario per arrivare ad una concreta soluzione del conflitto. Nell’opinione di Hamer, lo shock causa un forte stress che crea non pochi disturbi come, ad esempio, l’insonnia. Proprio in tale fase, la malattia risulta essere attiva. Non appena tale conflitto termina, inizia una fase detta di rilassamento ed è in questo momento che si prende coscienza della malattia. Tale fase potrebbe essere interrotta dalla vagotonia che comporta il rischio di non riuscire a raggiungere il rilassamento. Superato tale ostacolo, però, il ritorno alla normalità è assicurato.

La terza legge riguarda, poi, il sistema ontogenico delle malattie. Esse, infatti, secondo Hamer sono la risposta dell’organismo ad un ordine del cervello. La malattia, dunque, viene considerata come un programma speciale della natura. Dipendentemente dalla tipologia di shock, quindi, sono interessate varie parti del cervello e, di conseguenza, diversi organi. Ogni organo, infatti, è legato ad una parte del cervello che, in caso di shock, si attiva e consente il manifestarsi della malattia. Nella fase attiva, pertanto, il cervello genera la patologia e nella seguente procede a colmare ed a ridurre la stessa in maniera del tutto autonoma.

La quarta legge di Hamer riguarda, invece, il sistema dei microbi condizionato ontogeneticamente. I microbi, infatti, nell’opinione di Hamer, dopo la risoluzione del conflitto si occupano di far recedere la malattia e, pertanto, non sono affatto da considerare dannosi per l’organismo.

L’ultima legge teorizzata da Hamer è quella del buonsenso psicologico. Secondo lo studioso, la malattia fa parte di un programma naturale ben preciso e non è affatto creato in maniera casuale. Questo processo, infatti, è facilmente comprensibile e, soprattutto, è prevedibile.

In sintesi, dunque, secondo il dottor Ryke Geerd Hamer ogni genere di malattia è legata in maniera indissolubile ad uno shock molto forte subito e, pertanto, può essere gestita in maniera diretta dall’organismo che l’ha provocata.

Il team di BreakNotizie

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