Le bambine “esplosive” di Boko Haram

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DI DANIELA SPALANCA

Negli occhi hanno l’innocenza tipica della loro età ma anche la paura e l’angoscia per il destino di orrore che è stato loro riservato. Alle bambine imbottite di esplosivo, poi fatte saltare in aria senza pietà dagli attivisti di Boko Haram in Nigeria, non è stato permesso di diventare donne, di crescere vivendo una vita normale.

Ne hanno fatto delle armi umane e se ne sono serviti per diffondere panico e orrore nel mondo. La piccola di 10 anni trasformata in bomba umana e fatta esplodere a Maiduguri, nel nordest della Nigeria, è l’ennesimo atto scellerato e purtroppo non sarà l’ultimo di Boko Haram e il mondo è rimasto attonito a guardare la violenza dei miliziani fondamentalisti islamici che, a poche settimane dalle elezioni presidenziali e legislative in Nigeria, stanno accentuando la loro ondata di terrore sulle città e sugli abitanti, costringendo  all’esodo verso i confini di Camerun, Ciad e Niger  migliaia di persone.

La tragedia del mercato segue la carneficina nella città di Baqa, nel nord-est della Nigeria, dove almeno 2.000 dei circa diecimila abitanti sarebbero stati uccisi dagli integralisti islamici Boko Haram in meno di una settimana. Ma non si ha ancora un bilancio definitivo. Decine di cadaveri restano abbandonati nelle strade senza che nessuno abbia il coraggio o la forza di seppellirli.

L’organizzazione umanitaria Amnesty International ha lanciato un vero e proprio allarme anche a tutela dei minorenni usati per uno scopo tanto vile. Spesso le piccole vittime non sanno di avere indosso una bomba o comunque non se ne rendono conto. Sembrano delle bambole e spesso sembrano sorridere  con quegli occhioni impauriti che lasciano il segno più di mille parole. È un allarme che resta inascoltato mentre si continua a morire e ad uccidere.

La bambina di 10 anni fatta esplodere nell’affollato mercato, come ha riferito Ashiru Mustapha, capo dei vigilantes locali, era stata fermata all’ingresso perché i metal detector avevano rivelato che nascondeva qualcosa. Ma i vigilantes non avevano fatto in tempo ad intervenire perché l’ordigno è deflagrato, forse azionato a distanza e della piccola kamikaze non è rimasto nulla.

Tante le vittime di questa guerra spacciata come religiosa anche se ha poco di quello slancio antico delle Crociate o forse si assomigliano per quella forza bruta che giustifica in nome di Allah sangue, morte e distruzione.

Il mondo stava a guardare senza sosta le dinamiche dell’attentato ai danni di Charlkie Hebdo e nel frattempo in Nigeria andava in scena l’orrore senza freni e senza limiti.

Si tratta del terzo episodio in cui è stato accertato il ricorso a bambine-kamikaze: il primo risale al 10 dicembre quando una tredicenne rifiutò di farsi detonare in un mercato di Kano e raccontò di essere stata «reclutata» dal padre per servire il «califfato» di Boko Haram.

«Il gruppo terroristico sembra aver intrapreso una nuova strada, ora dobbiamo diventare sospettosi di ogni donna che indossa il niqab, giovane o vecchia che sia» – ha dichiarato un ufficiale di polizia nigeriano al New York Times. Intanto il presidente nigeriano Jonathan Goodluck cerca la riconferma nelle elezioni di febbraio e la lotta a Boko Haram, che lo ha ribattezzato «Badluck» (sfortuna) diventa purtroppo inconcludente.

Gli attivisti agiscono rapidi, veloci, senza pietà. Usano i corpicini delle bambine come armi, mettono al mondo figli per farne strumenti di morte e distruzione. La vita ha perso il suo valore, la morte in quei luoghi diventa la normalità e il mondo sta a guardare. A quando la prossima esplosione? Chi sarà la “fortunata” bambina scelta per la “giusta” causa? Sì, fortunata perché per i miliziani di Boko Haram è un privilegio quello che riservano alle loro bambine.

 

 

https://luciogiordano.wordpress.com/2015/01/13/le-bambine-esplosive-di-boko-haram-un-orrore-senza-fine/