Le 10 parti del corpo umano destinate a scomparire con l’evoluzione

Le 10 parti del corpo umano destinate a scomparire con l’evoluzione

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Il nostro corpo è una macchina virtuosa, tuttavia ci portiamo ancora appresso alcune parti che non hanno più una reale utilità e che con l’evoluzione stanno via via scomparendo. Ecco le 10 principali.

Nel primo capitolo della sua opera “L’origine dell’uomo e la selezione sessuale”, Charles Darwin identificò approssimativamente una dozzina di parti del corpo che descrisse come “inutili o quasi inutili”. L’elenco di Darwin però non era completo: il nostro organismo possiede infatti molte parti di cui in realtà non abbiamo più bisogno e che con l’evoluzione sono destinate a scomparire. Vediamo le 10 principali.

1. Peli del corpo

Circa tre milioni di anni fa i primi uomini ne erano ricoperti e rappresentavano una protezione contro le condizioni climatiche avverse, soprattutto in mancanza di vestiti veri e propri e in tempi di glaciazioni. Al giorno d’oggi li chiamiamo addirittura peli superflui: nel corso dell’evoluzione la loro diffusione e lunghezza si è notevolmente ridimensionata, sia nelle donne che negli uomini. Resta comunque l’importante funzione sessuale dei peli in determinate zone del corpo: nell’area delle ascelle e in quella pubica si trovano anche le ghiandole apocrine che secernono particolari odori, atti ad attrarre i partner. I peli ivi presenti fungono da “amplificatori” di questo effluvio naturale. Esclusa questa funzione e perso il proprio ruolo primario di protezione dalle intemperie, i peli sono destinati a scomparire del tutto in futuro: fra qualche migliaio di anni (se esisterà ancora) la specie umana potrebbe essere completamente glabra.

2. Seni paranasali

I seni paranasali sono 4 cavità situate nelle ossa facciali collegate al naso. Tendono ad infiammarsi a causa di un raffreddore o di un’infezione delle vie aeree: da qui ha origine la fastidiosa sinusite. Non è ancora chiara, però, la loro funzione: gli scienziati hanno fatto diverse supposizioni: secondo certi, le cavità servono ad alleggerire il peso delle ossa del cranio; a detta di altri svolgerebbero un ruolo importante nella modulazione della voce, rendendola più o meno profondo in base alla loro conformazione.

3. Muscoli auricolari

Alcuni animali, come conigli, cani e gatti, possono muovere le proprie orecchie in maniera indipendente grazie alla presenza di questi muscoli. In tal modo riescono a localizzare meglio i suoni. Anche noi li abbiamo ancora, sebbene abbiano perso la loro funzione primigenia. Ecco perché alcune persone riescono a muovere le orecchie.

4. Dente del giudizio

Una delle vestigia evolutive più fastidiose è senza dubbio il dente del giudizio: si tratta di 4 molari situati alle estremità delle arcate dentali e che spuntano intorno ai 18-20 anni o anche più tardi. La loro utilità è pressoché nulla ai nostri giorni. Un tempo servivano nella masticazione di cibi particolarmente coriacei o crudi, ma anche per sostituire nell’uso i denti che potevano cadere a causa di qualche incidente o di una scarsa igiene dentale. La mascella umana e la mandibola prima erano molto più grandi. Col passare dei millenni la cottura dei cibi ha reso la masticazione molto più semplice, pertanto le ossa mandibolari si sono ridotte, rendendo più difficile e dolorosa l’uscita dei denti del giudizio. Nella maggior parte dei casi vengono estratti ma vi sono alcune persone a cui non spuntano affatto.

5. Muscolo palmare lungo

Situato nella parte anteriore dell’avambraccio, fra flessore ulnare e flessore radiale del carpo, servirebbe a tendere la fascia palmare superficiale e flettere la mano. Un tempo molto utile per arrampicarsi ed appendersi, oggi è totalmente assente nel 14% della popolazione mondiale e destinato a scomparire del tutto nelle prossime generazioni.

6. Capezzoli maschili

Sia le donne che gli uomini presentano i capezzoli poiché questi compaiono nelle prime fasi dello sviluppo all’interno dell’utero, ossia durante i primi tre mesi, quando il feto non ha ancora un genere definito. I capezzoli si sviluppano prima della differenziazione sessuale ma non scompaiono da soli negli individui maschi, dove la loro presenza, eccetto una mera questione estetica, è del tutto inutile.

7. Appendice

Darwin sosteneva che l’esistenza dell’appendice nell’intestino umano fosse connessa all’epoca in cui gli uomini si nutrivano prevalentemente di foglie, radici e vegetali. L’appendice negli animali erbivori è particolarmente sviluppata, mentre oggi negli esseri umani è lunga poco meno di 10 cm e spessa pochi millimetri, molto più ridotta rispetto al passato. Il cambiamento della dieta umana ha reso gradualmente inutile l’appendice al punto che, in futuro, è possibile che essa scompaia definitivamente.

8. Coccige

È un osso situato al termine della colonna ed è diverso dalle altre vertebre: sembra un abbozzo, quasi uno scarto. Il coccige è infatti ciò che rimane della nostra coda, risalente ai nostri progenitori. Tutti nascono con la coda, in realtà: la coda embrionale ci accompagna durante i primi tre mesi della vita fetale, per poi scomparire. Il coccige è ciò che ne rimane.

9. Terza palpebra

Si chiama Plica semilunaris ed è situata all’angolo dell’occhio, vicino al dotto lacrimale. Ora non la utilizziamo più ma rappresentava una protezione per l’occhio, proprio come succede con i rettili o alcuni pesci ed uccelli con la membrana nittitante.

10. Tubercolo di Darwin

Nel padiglione auricolare vi è una piccola sporgenza presente nell’angolo esterno, in alto, del tutto inutile, che forse in passato serviva a focalizzare meglio i suoni in lontananza. Attualmente questo piccolo lembo di pelle e cartilagine si sta atrofizzando sempre di più ed è destinato a scomparire.

Il Team di Breaknotizie

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