Lavrov: la Russia è aperta al dialogo ma difenderà la sovranità nazionale

Lavrov: la Russia è aperta al dialogo ma difenderà la sovranità nazionale

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L’attuale Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha parlato chiaro: stando alle sue dichiarazioni, infatti, pare che la Russia sia disposta a collaborare con l’Occidente continuando, comunque, a difendere la sovranità del Paese. Che la Russia stia cambiando strategia?

Di sicuro, lo scenario geo-politico internazionale sta mutando in maniera radicale ed è estremamente necessario che gli Stati si adeguino a tale repentino cambiamento. Proprio la Russia è protagonista della complessa questione siriana e c’è da scommettere che un accordo con gli Stati Uniti sarebbe ben accetto anche dall’Unione europea. Il fatto, però, è che il Presidente Vladimir Putin non sembra essere affatto intenzionato a rinunciare agli interessi nazionali e, quindi, il dialogo potrebbe rischiare di essere compromesso. Una cosa è certa: il braccio di ferro tra Russia e Stati Uniti d’America ben presto dovrà lasciare spazio ad un dialogo costruttivo tra le parti finalizzato a consentire al Medio Oriente di ritrovare la pace. A pagare le spese degli interessi di Russia e USA, infatti, sono migliaia di civili costretti a lasciare la propria patria per scappare dalla guerra.

L’apertura al dialogo palesata da Lavrov, quindi, potrebbe essere interpretata come la mera volontà di trovare un punto di incontro in grado di soddisfare sia gli interessi russi che quelli americani. Proprio Lavrov, infatti, aveva precedentemente dichiarato che le intenzioni dell’amministrazione di Barack Obama in Siria, nella sua opinione, non erano affatto chiare. Ovviamente, il Ministro degli esteri intendeva fare riferimento alla volontà degli USA di spodestare Bashar Al Assad e di dare forma ad un Governo di transizione in grado di riportare la pace e la stabilità nel Paese. Questa posizione non sembra piacere al Cremlino che, dal canto suo, palesa il fatto che gli Stati Uniti sembrano essere più preoccupati dal Governo di Assad che dall’ISIS. A tale riguardo, è interessante fare presente che i russi non hanno mai fatto mistero della loro ipotesi di un legame tra i ribelli dell’ISIS ed i servizi segreti americani. Senza dubbio, però, la diplomazia di Lavrov dovrà riuscire a non tenere conto di tale ipotesi al fine di creare un dialogo con gli Stati Uniti e, perché no, con l’Europa.

Ma quale è il reale obiettivo della Russia? Perché ha deciso di intervenire in Siria? E, soprattutto, quali sono gli interessi nazionali a cui fa riferimento Lavrov? L’intervento russo in Siria è stato la conseguenza dell’appoggio incondizionato al siriano Assad che, intimorito dall’avanzata dell’ISIS, si è trovato costretto a fare appello agli interlocutori internazionali. La Russia, dal canto suo, ha colto al volo l’occasione di prendere parte ad un conflitto che gli potrebbe procurare non pochi benefici soprattutto se esso dovesse terminare con un accordo. Proprio da Mosca, infatti, potrebbe trasparire una flebile apertura nei confronti di una dipartita di Assad seppur a determinate condizioni stabilite dal Cremlino. Appare chiaro, pertanto, che quella che si sta giocando in Siria è l’ennesima ‘partita a scacchi’ tra USA e Russia. Ma chi avrà la meglio? La diplomatica Russia di Putin e Lavrov che si dicono aperti al dialogo o la politica progressista e pacifista di Obama che, però, ha già messo le mani sulla Siria di Bashar Al Assad?

Il team di BreakNotizie

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