Laura e Marco: perché fare i camerieri all’estero quando in Italia ci sono terre da coltivare?

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“Tutti vogliono cambiare il mondo, noi lo facciamo”. Questa potrebbe essere la sintesi del pensiero di Laura e Marco che hanno deciso di abbandonare la vita precaria da laureati a Bologna per dedicarsi all’agricoltura bio.

Laura e Marco hanno 28 e 30 anni, sono due fidanzati che dopo aver studiato Sociologia a Bologna ed essersi laureati, hanno iniziato, come tanti giovani, la vita da precari con lavori stagionali, call center, segretaria, cameriere, lavori nei magazzini. Tra spese varie, benzina, affitto da pagare e l’esigenza di essere sempre alla ricerca di un nuovo lavoro, lo stress era alto e da qui la scelta di cambiare vita, non semplicemente lavoro.

L’occasione è stata data da un terreno ricevuto dal nonno di Marco e così si trasferiscono sulle colline romagnole, a San Clemente in provincia di Rimini, e rimettono a posto il terreno iniziando a lavorarlo. Ci vogliono due anni di duro lavoro quotidiano per iniziare ad avere frutti. Ammettono di aver dovuto superare le difficoltà legate alla carenza di attrezzatura, speravano di avere dei finanziamenti, ma hanno dovuto far ricorso al crowdfunding e a cene di finanziamento grazie alla quali sono riusciti a comprare botti di acciaio per il vino, la seminatrice manuale e le cisterne per la raccolta delle acque piovane.

Dopo i sacrifici arrivano anche le prime soddisfazioni e le prime produzioni: olio, nespole, cipolle rosse, insalata, radicchio, uva da tavola. Al lavoro uniscono l’ingegno per abbattere lo spreco alimentare, così la frutta che non riescono a vendere si trasforma in marmellata e la verdura in conserve. Oltre ai campi c’è la fattoria con le galline e altri animali da cui ricavano uova e vendono carni. Non nascondono che la vita da contadini non è facile perché la mattina si inizia prima dell’alba e nel periodo della semina si rientra dopo il tramonto, ma permette di autogestirsi e di realizzare i propri progetti.
Laura e Marco essendo giovani riescono a sfruttare i diversi canali di comunicazione e così creano una pagina Facebook “Dalla parte del cavolo” in cui mostrano i loro prodotti e danno appuntamento nei vari mercatini. La richiesta è davvero buona perché sempre più spesso le persone cercano di acquistare prodotti locali, di qualità, direttamente dal produttore.

Il reddito generato? Circa 400 euro al mese ciascuno. L’obiettivo è riuscire ad aumentare le loro entrate creando un’azienda agricola, ma sottolineano anche che a tale reddito deve essere sommato il risparmio dovuto all’autoproduzione. Insomma non vanno di certo a comprare olio, frutta, verdura e uova per l’autoconsumo. Alla domanda sul perché non si sono trasferiti all’estero come tanti altri ragazzi, rispondono che per loro non ha senso andare all’estero a fare i camerieri. Spesso l’esterofilia è solo un’illusione perché non è detto che oltre i confini dell’Italia si stia meglio. La loro è una scelta di vita perché la terra crea stabilità, ha cadenze precise scandite dalle stagioni e permette di progettare una propria vita. Non manca un velato invito ai giovani a ripartire dalla terra; Laura e Marco sottolineano che vi sono tante terre incolte perché gli anziani proprietari non riescono a coltivarle, proprio per questo in campagna c’è bisogno di un massiccio ricambio generazionale.

Il Team di BreakNotizie