L’arte di vivere qui e ora e di scovare la bellezza in ogni piccola cosa

L’arte di vivere qui e ora e di scovare la bellezza in ogni piccola cosa

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Qui e ora non significa accontentarsi e nemmeno cogliere l’attimo. Ma cosa vuol dire, allora, la locuzione così cara ai maestri zen?


In principio era una locuzione latina, uno dei capisaldi della filosofia esistenzialista. L’hic et nunc tanto caro ad Heidegger è oggi invece un vero e proprio stile di vita. La sua traduzione letterale, qui e ora, lascia spazio a diverse interpretazioni: qualcuno pensa che sia sinonimo di “Cogli l’attimo”, un’altra massima molto in voga, mentre altri sono convinti che sia un invito ad accontentarsi sempre e comunque, in qualunque circostanza e a prescindere da quello che la vita ci offre. Si tratta, in entrambi i casi, di un precetto di stampo fortemente zen.

Il buddhismo lo spiega ricorrendo ad un aneddoto molto famoso, quello che ha per protagonista un uomo inseguito da una tigre: arrivato sull’orlo di un precipizio, si arrampica su un ramo sporgente per sfuggire all’animale, ma sa bene che cederà e che per lui non ci sarà più nulla da fare. Se dovesse cadere nel precipizio e restare illeso, ci sarebbe comunque un’altra tigre pronta ad assalirlo. A quel punto, consapevole del fatto di non poter né salire e né scendere, si ferma a gustare una fragola che pende da quel ramo, pensando alle meraviglie che la natura offre all’uomo.

Ecco, l’hic et nunc, il qui e ora, è proprio questo: la capacità di assaporare ogni singolo istante, di vivere qualunque momento, bello o brutto che sia, senza mai farsi distrarre da quel che è stato o, ancor peggio, da quel che sarà. L’aneddoto zen, dal canto suo, insegna che l’uomo saggio è in grado di riconoscere la vera bellezza e di apprezzarla anche nel momento più tragico, quello che potrebbe precedere la morte. Nella vita di tutti i giorni, naturalmente, mettere in pratica questo precetto non è un gioco da ragazzi. Il materialismo dilagante e lo stress psicofisico non sono certo d’aiuto. Anzi, non fanno altro che allontanarci sempre più dalle cose veramente importanti.

Eppure basterebbe così poco per stare in pace con se stessi e godersi l’irripetibilità di ogni singolo istante. Sarebbe sufficiente lasciarsi inebriare dall’aroma del primo caffè del mattino, far tesoro dell’abbraccio dei nostri cari, soffermarsi a guardare un fiorellino appena nato, osservare la pioggia che scende dal cielo e capire che perfino il temporale ha un suo perché nel mondo. Perché la felicità, checché se ne dica, non è la destinazione alla quale si arriva dopo un lungo cammino: è una ricerca costante, quotidiana, è il risultato che ottiene chi è capace di provare gioia passo dopo passo per ogni singola cosa. È la consapevolezza che ogni giorno sarà migliore del precedente e che il domani sarà ancor più felice del tuo ieri più bello.

Il Team di Breaknotizie

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