L’Alimentazione può guarire dal cancro?

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La storia raccontata è stata quella di Antonio, un signore che nel 2003 ha scoperto di avere un tumore al polmone destro; nonostante le cure e una prima operazione, nel 2009 il cancro si estende anche al polmone sinistro e il signore viene sottoposto ad un ciclo di chemioterapia e ad una seconda operazione.

Nel 2011, l’ennesima metastasi e questa volta al cervello, con una massa di circa 3 centimetri con edema: a questo punto Antonio viene sottoposto ad una sessione Gamma Knife a seguito del quale la massa tumorale risultava in parte ridotta, ma per toglierla del tutto si sarebbe resa necessaria un altro ciclo di chemioterapia che il paziente si rifiuta di sostenere. Sino a qui, una storia del tutto normale: di fronte alla prospettiva di altre cure ma sfiancato da anni di terapie, il signor Antonio preferisce evitare.

La nuova alimentazione vegetale e i risultati

E’ a questo punto che il servizio de Le Iene diventa molto più delicato, perché si introduce un argomento che potrebbe dare adito a successive mistificazioni: uno dei figli del signor Antonio, dopo diversi consulti e ricerche via Internet, propone al padre di verificare se un eventuale cambio di alimentazione può aiutarlo a sconfiggere definitivamente il tumore. Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione tra alimentazione e malattia: le proteine animali aumentano i fattori di crescita dei tumori, quindi non mangiandole si potrebbe verificare una regressione del tumore.

Il signor Antonio si affida ad un medico nutrizionista e cambia completamente alimentazione: la cura cui si sottopone, sotto controllo medico, prevede l’eliminazione drastica delle proteine animali e il consumo di vegetali principalmente crudi per il primo periodo, poi per il 70-80% crudi e il restante cotti. A questi si aggiunge il consumo di acqua alcalina che contribuisce appunto ad alcalinizzare l’organismo detossinandolo completamente. Il tumore al cervello del signor Antonio, quando dopo tre mesi di nuova alimentazione si sottopone ad una TAC, è scomparso.

Il parere dei medici

Come spiegato dal chirurgo specializzato in nutrizione oncologica Michela De Petrisdel Centro Arte Medica dell’Istituto San Raffaele di Milano, molte cose in campo medico stanno cambiando: si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione el’alimentazione sta diventando fondamentale nei corsi di Medicina. Spesso sono i pazienti stessi a obbligare i medici ad informarsi ed aggiornarsi, modificando atteggiamenti poco vantaggiosi, e anche negli ospedali si prende mano a mano atto che l’alimentazione ha un’importanza maggiore rispetto al passato.

Il cibo è la prima medicina che ci possa essere. L’alimentazione fa la differenza, valutando la gravità della patologia e delle concomitanze: cambiando alimentazione si possono curare patologie infiammatorie, intestinali, anche malattie autoimmuni e tumori ormonosensibili, e si riduce l’incidenza di recidive. Dalle malattie cronico degenerative non si guarisce, comunque. Non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi ma nemmeno farsi scoraggiare. Va calato nella realtà di ciascuno, ogni caso è a sé, migliorare l’alimentazione serve per rendere più efficace la terapia.

NOTA INTERESSANTE: L’ospedale San Raffaele non ha rinnovato il contratto di collaborazione con la Dottoressa Michela De Petris in seguito all’approccio, cito testualmente, “poco rigoroso” su cui si basano le sue terapie. La casta medica si basa su un business enorme di cui noi consumatori siamo tenuti all’oscuro, ma che sempre di più emerge con gli scandali che qualche volta trapelano.

I benefici portati da una dieta vegana, equilibrata e coscienziosa, sono ben noti e ampliamente documentati da numerosi studi condotti da università prestigiose (Adventist Health Study, Adventist Health Study 2, Oxford Vegetarian Study, EPIC-Oxford).

 

 

 

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