L’Agenzia spaziale europea punta su razzi e shuttle riutilizzabili: Italia in prima linea

L’Agenzia spaziale europea punta su razzi e shuttle riutilizzabili: Italia in prima linea

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Due aziende italiane, Thales Alenia Space e Avio, hanno ricevuto degli importati incarichi dall’ESA per la progettazione di un mini shuttle e di un razzo riciclabile.

L’ESA, Agenzia Spaziale Europea, ha appena firmato un accordo con le aziende italiane Thales Alenia Spaces e Avio per costruire un nuovo razzo vettore Vega e Space Rider, uno spazioplano. La grande innovazione del vettore Vega E consiste nell’alimentazione del terzo stadio con un motore a metano e ossigeno liquidi, caratteristica che dovrebbe garantire una combustione pulita ed un impatto ambientale minore in confronto alle soluzioni adottate sinora. Una svolta decisiva, il quale obiettivo principale è quello di aumentare il risparmio inquinando meno.

Questo tipo di razzi verranno impiegati per mandare in orbita dei piccoli satelliti, con un carico massimo compreso fra 300 kg e 3 tonnellate. Particolare non trascurabile è il fatto che Vega sarà un razzo riutilizzabile, come quelli di SpaceX, progetto nato dalla mente di Elon Musk ed inizialmente accolto con scetticismo dalla maggior parte degli addetti ai lavori. L’Agenzia Spaziale Europea e quelle dei singoli Paesi europei, fra cui anche Germania, Francia e Italia sono attualmente impegnate in diversi progetti sia a lungo che a corto raggio nel Sistema Solare e un proprio sistema logistico potrebbe aiutare ad abbassare i costi, e magari procurare delle commissioni per dei lanci commerciali di terzi. La Avio avrà a disposizione 53 milioni di euro per portare avanti questo progetto.

La Thales Alenia Space, ottenuto il finanziamento di 36,7 milioni di euro, si occuperà invece dell’ingegnerizzazione e dello sviluppo preliminare di Space Rider, uno shuttle automatico di piccole dimensioni, successore dell’Intermediate eXperimental Vehicle, noto come IXV. Ciò che accomuna i due progetti è la possibilità di riutilizzo: lo spazioplano infatti sarà in grado di restare in orbita bassa in maniera autonoma intorno alla Terra sino ad un massimo di due mesi per poi rientrare, rifornirsi e ripartire. Prima di doversi fermare potrà compiere ben 6 missioni.

Secondo la nota ufficiale dell’azienda italiana, Space Rider combinerebbe “le caratteristiche di un sistema spaziale progettato per esperimenti scientifici in orbita terrestre bassa con quelle necessarie per la guida al di fuori dell’atmosfera e attraverso un atterraggio automatico, inclusi esperimenti di microgravità, convalida in orbita, test delle tecnologie scientifiche e di esplorazione”.

La “space economy” diviene quindi una realtà possibile anche per l’Europa, un mezzo necessario per l’esplorazione spaziale e la ricerca. La partnership con delle aziende private può dare una spinta alle innovazioni tecnologiche e queste a loro volta possono far incassare dei preziosi proventi per alimentare le attività scientifiche, in un vero e proprio circolo virtuoso.

Il Team di Breaknotizie

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