La vittoria del No è molto ampia e fa cadere il governo

La vittoria del No è molto ampia e fa cadere il governo

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sala dei Galeoni durante la conferenza stampa in cui annuncia le sue dimissioni, Roma, 5 dicembre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L’ottimismo dei sostenitori del Sì è svanito con i primi exit poll, che già davano schiacciante la vittoria del No. Una sconfitta “totale” per il governo

Forse leggendo gli ultimi sondaggi Renzi ed altri esponenti del governo avevano messo in conto la loro sconfitta, ma probabilmente non si aspettavano un divario di simili proporzioni a favore del No, che ha sfiorato il 60% delle preferenze. Fermi al 40%, invece, i voti per il , che hanno segnato una sconfitta su tutta la linea per l’esecutivo. Inevitabili, dunque, le dimissioni di Renzi: la bocciatura delle urne, infatti, coinvolge non solo la riforma costituzionale, ma anche il percorso al governo dell’ex sindaco di Firenze, che a questa riforma si era legato mani e piedi, salvo poi tentare di fare marcia indietro quando ha visto che le cose non si mettevano bene.

Per la prima volta dopo molti anni è tornata a salire l’affluenza, che è stata superiore al 65%: questo significa che gli italiani si sono recati in massa alle urne, e lo hanno fatto per votare No. Fra le tre ultime consultazioni referendarie, questa è stata quella con la partecipazione più alta. Analizzando nel dettaglio il risultato, emerge il fatto che in una sola regione hanno prevalso i Sì: si tratta della Toscana – terra natìa di Renzi e di Maria Elena Boschi, che sulla riforma appena bocciata aveva posto la firma – dove i voti favorevoli hanno prevalso anche se di pochissimo, con una percentuale del 50,3%.

Nelle altre regioni d’Italia ha vinto il No, e in alcune ha letteralmente trionfato, in particolare al Sud; in Sardegna, ad esempio, i voti contrari alla riforma hanno raggiunto il 72% del totale, col picco nella capoluogo, Cagliari, in cui i No sono arrivati addirittura al 75%, una delle città maggiormente scettiche nei confronti della riforma e del governo. Le grandi isole sono state in prima linea nel fronte del No, dato che pure in Sicilia la percentuale di contrari è stata molto elevata raggiungendo il 71%.

Meno ampio, ma comunque netto, il divario anche al nord: la Lombardia ha fatto registrare l’affluenza più alta (74%) e il No ha ottenuto il 55% dei voti e ancora più consistente è stato lo scarto nelle altre grandi regioni del Paese, il Lazio e la Campania, dove i voti sfavorevoli alla riforma hanno ottenuto rispettivamente il 63% ed il 68%. Insomma, l’intero Paese si è mostrato contrario alle modifiche costituzionali che voleva apportare il governo, e di fronte a numeri di tale portata le dimissioni dell’ormai ex premier appaiono come un atto dovuto: la sconfitta è molto ampia e la bocciatura al suo operato piuttosto netta. Dopo mille giorni, dunque, cade il governo e Renzi torna a casa.

Il team di BreakNotizie

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