La violentano ma vengono assolti!

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Più che un problema sociale è un dramma umano quello che sempre più frequentemente, colpisce una donna che subisce una violenza sessuale.


E’ aberrante quanto accade nella nostra società che dimostra di aver perduto valori fondamentali come quelli del rispetto e del vivere civile , soppiantati da violenze gratuite attuate solo con lo scopo di esibire il proprio machismo e soddisfare i più infimi stimoli personale.


Non esistono giustificazioni di sorta per descrivere un crimine tra i più orridi che si possano pensare. Stuprare una donna è al di sopra di qualsiasi possibile difesa e poco importa se chi compie questo disumano atto, è stato preda di un raptus oppure si trovava sotto effetto di droghe o altro: non vi sono alibi.
C’è da ammirare il coraggio di tutte quelle donne che denunciano quanto da loro subito, sorpassando la vergogna e l’umiliazione e, troppo spesso, il pregiudizio che potrebbe marcarle a vita come ‘provocatrici’ o come quelle che se la sono cercata.


Il fenomeno è in fase di crescita anche per via della incertezza della pena che apre uno squarcio inevitabile sul corso della giustizia che risulta incapace punire in modo esemplare coloro che si rendono autori di stupri e violenze sessuali di ogni sorta.
Basta prendere per esempio uno stupro consumatosi nel 2008 a Firenze, alla
Fortezza del Basso
. La storia ripete un triste copione: un gruppo di ragazzi che si rendono autori di una violenza nei confronti di una ragazza e che dopo il verdetto di primo grado che li aveva condannati giustamente, si sono visti assolvere dalla Corte di Appello . Lascia interdetta la motivazione con la quale i magistrati hanno valuto il crimine: secondo loro la vittima –all’epoca ventitreenne- avrebbe denunciato un consapevole rapporto sessuale di gruppo solo per giustificare un suo momento di fragilità e debolezza . Secondo la ricostruzione di quella notte la ragazza si era ubriacata proprio con il gruppo dei ragazzi che l’avrebbero poi, violentata e, secondo i giudici della Corte d’Appello, gli stessi hanno potuto equivocare circa la disponibilità della ragazza che avrebbe dato a loro adito, ad una sorta di rapporto consensuale.
Tale giudizio emesso dai magistrati ha lasciato esterrefatta la vittima che ha scelto di fare qualcosa pubblicamente, denunciando in una lettera pubblicata su di un blog(https://abbattoimuri.wordpress.com) la rabbia e la tristezza provocate dal ribaltamento della sentenza di primo grado. Amare e dolorose le parole con le quali la ragazza descrive la sua vita di oggi dove qualsiasi cosa lei faccia per rimarginare le ferite apertesi con lo stupro, appare inutile in quanto c’è sempre qualcosa che rinnova quel dolore. Per lei, che la violenza l’ha subita, non è possibile resettarla in alcun modo e ripercorre le fasi successive al trauma e i danni provocati dallo stupro.


Il legale della ragazza ha commentato la sentenza emessa, giudicandola come impregnata di moralismo dal momento che ha voluto indagare sul passato e le abitudini sessuali della sua assistita emettendo il parere che la stessa viveva una confusione in ambito sessuale per la quale poteva anche comprendere l’accondiscendenza all’azione sessuale di gruppo.
Fatto sta che i sei imputati, inizialmente condannati a quattro anni e mezzo , sono stati assolti e questo dietro front ha fatto dichiarare alla ragazza che se tornasse indietro, probabilmente non denuncerebbe quanto subito dal momento che non è stata creduta nonostante tutte le prove che hanno accompagnato la denuncia.

Il team di BreakNotizie